Perché un (altro) corso sulla comunicazione?


Tutti dicono che comunicare è importante, ma sarà vero? Ti sei mai chiesto perché?

Viviamo immersi in un mondo di persone. Molte delle nostre azioni e attività quotidiane passano attraverso la relazione con gli altri.

Le relazioni sono le più diverse, con finalità e scopi differenti, ma c’è un elemento che le unisce tutte.

Che sia decidere dove andare in vacanza in famiglia, progettare una casa, insegnare a una classe di studenti, spiegare qualcosa di importante a un figlio, concludere una trattativa con un cliente, collaborare a un progetto, chiedere le ferie in ufficio, andare d’accordo con i vicini di casa, spiegare a un commesso quale computer ti serve, hai sempre bisogno di due cose: comunicare a qualcuno ed essere compreso da chi ti ascolta.

È impossibile che qualcuno ti comprenda senza che tu dica niente. Allo stesso modo, parlare senza essere compresi è inutile e faticoso.

Una buona comunicazione, chiara e intenzionale, produce più spesso risultati chiari e soddisfacenti per entrambe le parti in gioco, per chi parla e per chi ascolta.

Comunicare bene, sapere che gli altri mi comprendono, sapere di poter comprendere gli altri, ci fa sentire più rilassati e soddisfatti nella vita in generale.

Comunicare male crea dubbi, confusione e ritardi. Se va bene.  

Se invece va male, ci sono disagi e sofferenze, spesso difficili da gestire.

Pensa a una difficoltà fra moglie e marito che non si riesce a risolvere e degenera sempre in lite, o un insegnante che non comunica bene con la classe e ne perde il controllo, o un capo che non riesce a farsi comprendere dai suoi dipendenti e non riesce quindi a gestire il lavoro bene. Oltre al fatto che le cose non funzionano come dovrebbero, in tutti questi casi c’è anche una sensazione personale di disagio, incompletezza, insoddisfazione permanente.

Se ci pensi bene, qualsiasi obiettivo tu abbia, che non sia vivere in un monastero trappista, coinvolge in qualche misura gli altri. Che tu voglia farti una famiglia o diventare ricco, hai bisogno degli altri.

E gli altri li raggiungi con la comunicazione. Punto.

 

Come funziona la comunicazione?

 

Ok, comunicare bene è importante. Ma come si fa?

Vedi, la comunicazione non è una singola abilità, ma un’abilità complessa, formata da un insieme di micro abilità.

Usate nel modo corretto producono dei risultati. Usate nel modo scorretto, o non usate affatto, producono risultati incompleti, o totali fallimenti. E quindi dolore, insoddisfazione, e via discorrendo.

Questo si capisce bene con l’esempio del quadro e della cassetta degli attrezzi.

Un giorno volevo appendere un quadro con uno gancio per quadri, quei chiodini con involucro in plastica per proteggere l’intonaco. Apro la cassetta degli attrezzi e scopro che non ho un martello. O meglio, uno c’è. Ma è un mazzuolo, eredità del campeggio, di quelli per piantare paletti nel terreno per la tenda. Non so nemmeno perché fosse lì.

Dovrei andare a comprare un martello, ma uscire, prendere l’auto, entrare in un negozio, tutto solo per un quadretto? Naaa! Troppa fatica. Dai, che ce la faccio anche così!

Prendo il chiodino fra due dita. Avvicino il martello. Quello che accadrà è subito chiaro: centrerò le dita e non la capocchia del chiodino. Provo lo stesso – sono caparbio! – con un colpettino leggero. Mi centro un dito, il chiodo non è nemmeno sfiorato e cade. Provo ancora due o tre volte, non sia mai che i miracoli non possano accadere. Alla fine quel dannato chiodo è sempre a terra, il muro mai scalfito, io ho due dita rosse e ho tirato giù qualche santo dal Paradiso.

Ora – dirai – esci e ti compri un martello, giusto?

Non sia mai!

Provo con un cacciavite, usando il manico come martello. È scomodissimo da impugnare. Per fortuna il chiodino è piccolo ed entra con relativa facilità nel muro. Dopo solo tre o quattro prove. Che significano tre o quattro buchi nel muro. Per fortuna sono piccoli e poi ci appendo su il quadro e non si vede più!

Risultato: ho due dita doloranti, un quadro appeso male, l’umore nero e nel tempo impiegato avrei comprato un set di martelli e avrei appeso quadri anche al vicino di casa!

E con il martello giusto invece?

Tiro un paio di colpi al chiodo, attacco il quadro.

Fine.

Niente bestemmie, niente dita doloranti, niente buchi nel muro. E mia moglie continuerà a credere che sono un eroe del bricolage!

La comunicazione è uguale.

È una grande cassetta degli attrezzi, dove ognuno mette tutti i suoi strumenti, tutte le sue abilità, che sommate fanno l’abilità comunicativa.

Se la cassetta è in disordine, se ti mancano attrezzi o usi quelli sbagliati, finirai per fare male o non fare bene. Come nell’esempio, userai un cacciavite per piantare un chiodo nel muro.

Ok, alla fine ci sono riuscito, ma ti assicuro che non ero soddisfatto. Ci ho messo un sacco e non è stato nemmeno un bel lavoro.

Esco dalla metafora.

Se quando ascolti qualcuno continui a interromperlo, se ferisci, se quando parli balbetti, o hai le idee poco chiare, o non riesci a dire davvero quello che vuoi, ecco che stai usando male i tuoi strumenti.

Questo avviene fin troppo spesso nella vita quotidiana.

Tutti i giorni parliamo tantissimo, usiamo moltissime parole per spiegarci, eppure le incomprensioni sono all’ordine del giorno. Le ferite, le cose dette male, i giudizi, anche.

Perché? Siamo cattivi? Siamo incapaci? No.

È solo che usiamo male i nostri attrezzi o non li usiamo affatto.

Imparare a comunicare significa proprio usare gli strumenti giusti nel modo giusto. Usare gli strumenti adeguati alla situazione nel modo corretto.

È la grande differenza che passa fra fare le cose a caso o farle con un metodo che funziona.

Il corso che ti proponiamo funziona perché ti insegna a costruirti la tua cassetta degli attrezzi della comunicazione. Imparerai quali sono i principali attrezzi e saprai come e quando usarli nel migliore dei modi.

L’effetto è molto semplice e potente. Avrai il pieno controllo della tua comunicazione.

Questo significa che sarai più bravo a comprendere gli altri e sarai più sicuro di essere compreso dagli altri.

In pratica significa avere:

  • Meno problemi percepiti come irrisolvibili. Pensa alle volte in cui hai creduto che la comprensione fra te e un altro fosse impossibile.
  • Meno tempo perso. Pensa a quanto ne buttiamo via per comprendere e/o farci comprendere, quando magari basta molto meno (L’esempio del chiodo ti dice niente?).
  • Meno sofferenza inutile. Ridurre le ferite nelle relazioni ti renderà più sereno e realizzato.

Migliorare la comunicazione è migliorare le relazioni. Migliorare le relazioni è migliorare la propria vita e anche quella degli altri.

Si può iniziare anche con poco, senza fretta e raggiungere comunque risultati straordinari. Dipende solo dall’impegno che intendi metterci.

Su questo voglio essere onesto: non ti sto proponendo una formuletta magica. Non ci sono tecniche segrete per imparare a comunicare meglio.

Quello che posso fare per te è insegnarti passo passo gli elementi per conoscere e capire meglio i tuoi strumenti. La pratica, l’impegno, la voglia di imparare la dovrai mettere tu.

La comunicazione è un’abilità. Come tutte le abilità, si impara facendo.

È un fare che vale il tempo e la fatica spesi nell’imparare.

Migliorare le proprie abilità di comunicazione e di relazione è un obiettivo di grandissimo valore, per te come persona, per la tua soddisfazione, per la tua serenità e per le persone che ti sono vicine.

La comunicazione di fatto è come un’onda, che tocca le relazioni. Talvolta le accarezza, talvolta le travolge.

Il modo in cui vuoi che sia quest’onda, il modo in cui vuoi che sia la tua comunicazione, dipende solo da te.

 

 Il corso è tenuto da Matteo Saltori con licenza di Centro studi Podresca.
Per info: matteo.saltori@gmail.com
info@crescitalibera.com