Siediti comodo e leggi fino in fondo. Questo è un articolo importantissimo perché potrebbe aiutarti a non cadere negli stessi pericolosissimi giochi in cui è caduta Angela.
Angela (nome inventato per garantire la privacy) si è presentata ad una mia conferenza qualche anno fa. Era interessata, ma allo stesso tempo molto spaventata.
Poco tempo prima era letteralmente “scappata” da un gruppo di meditazione. Il motivo? Inizialmente aveva partecipato ad una serata gratuita di presentazione, avevano meditato assieme ed era stata accolta con grandi manifestazioni di amore e calore. Aveva iniziato quindi a partecipare a molti incontri a pagamento, serate tra i soci ed eventi di vario genere. Piano piano però qualcosa ha iniziato a non quadrare. A starle un po’ stretto. Le richieste di presenza erano sempre più insistenti, così come quelle di donazioni o di prestazioni gratuite “per il bene superiore” di volontariato.
E quando ha iniziato a manifestare il suo disagio e la sua necessità di autonomia, dapprima è stata rassicurata, cercando di rinsaldare il rapporto. Poi è stata letteralmente “bannata”. Le amiche (o presunte tali) non le rispondevano più, non era più ben accetta agli eventi dell’associazione. Ti suona familiare?
Scopriamo insieme queste insidie e potrai evitare di ritrovarti nella situazione di Angela.
Oltre la fiducia: il lato oscuro della formazione
Nei primi due articoli di questa serie abbiamo chiarito quanto sia fondamentale assumersi la responsabilità delle proprie scelte ed avere il coraggio di affidarsi per sperimentare un reale cambiamento. Ma esiste un lato oscuro nel mondo della formazione e della ricerca interiore che sarebbe disonesto fingere di non vedere.
Troppo spesso la fragilità emotiva, il bisogno di risposte ed il desiderio sincero di stare meglio vengono sfruttati per creare dinamiche di dipendenza, culto della personalità ed abusi di potere.
Diciamolo senza mezzi termini: un percorso che ti priva della tua dignità, del tuo senso critico o della tua autonomia non è crescita personale, è manipolazione.
Imparare a distinguere una guida autentica da una figura tossica è un atto di fondamentale tutela. Ecco le 5 principali Red Flags (segnali d’allarme) da tenere ben presenti quando ti accosti ad un corso, ad un formatore o ad una scuola.
1. Il “Love Bombing” iniziale: manifestazioni d’affetto che ti piovono addosso
Uno dei primi segnali d’allarme è una quantità sproporzionata di attenzioni, complimenti e manifestazioni d’affetto che ti piovono addosso appena varchi la soglia di una struttura.
Ti dicono che sei “speciale”, che ti stavano aspettando, che finalmente sei arrivato nella “vera famiglia” di persone risvegliate che ti capiscono. Questa tecnica si chiama Love Bombing (bombardamento d’amore). Serve a disarmare le tue difese naturali, ad abbassare il tuo senso critico ed a creare un istantaneo debito emotivo.
Una relazione formativa sana non ha bisogno di artifici teatrali. Accoglie con rispetto e calore, ma mantiene la giusta distanza ed il sacro rispetto dei tuoi tempi personali.
2. La demonizzazione del dubbio e la tecnica del discredito
Cosa succede se fai una domanda scomoda? Come reagisce il formatore o l’organizzazione quando esprimi una perplessità o quando decidi di non proseguire il percorso?
Questo è il vero banco di prova. Nelle dinamiche tossiche, il tuo dubbio non viene mai accolto come una legittima esigenza di chiarezza, ma viene immediatamente ribaltato contro di te con frasi sottilmente colpevolizzanti:
- “È il tuo ego che resiste.”
- “Stai sabotando la tua guarigione.”
- “Se te ne vai adesso, significa che non vuoi davvero evolvere e tornerai nel tuo buio.”
Questa è una delle forme di manipolazione psicologica più insidiose. Una guida autentica incoraggia le tue domande, rispetta le tue perplessità e riconosce che il dubbio è una componente sana dell’intelligenza umana.
3. L’Upselling coercitivo e lo sfruttamento della fame di denaro
Un altro segnale inequivocabile riguarda la gestione degli aspetti economici e dei passaggi di livello nei percorsi.
Se avverti una pressione costante a comprare subito il modulo successivo, se ti viene fatto credere che quello che hai appena fatto non serve a nulla senza il pacchetto “avanzato”, o se il denaro viene trattato con poca trasparenza e con richieste poco chiare, fai un passo indietro.
La formazione ed il lavoro somatico richiedono professionalità ed hanno un giusto valore economico, che deve essere sempre chiaro, pulito e preventivato. Sfruttare i momenti di vulnerabilità emotiva di una persona per spingerla a decisioni finanziarie azzardate è il contrario del rispetto umano.
4. Segnali nascosti di malizia ed abusi di confine
Tra gli elementi più gravi vi è la confusione intenzionale dei ruoli. Quando chi conduce un percorso usa la propria posizione di autorità per soddisfare bisogni personali, di ego o di natura intima, la relazione si è già corrotta.
Richieste bizzarre, doppi sensi, confidenze inappropriate o situazioni che ti fanno sentire sottilmente a disagio non vanno mai tollerate o giustificate in nome di presunti “metodi d’insegnamento provocatori”. I confini personali sono sacri: un insegnante vero li custodisce e li protegge, non li viola mai.
5. L’isolamento dal “mondo esterno”
Infine, presta attenzione a chi cerca di tagliarti fuori dagli affetti e dalle relazioni esterne al percorso. Se ti dicono che i tuoi amici o familiari “non possono capire perché sono addormentati” e che dovresti allontanarti da chiunque critichi la scuola, sei di fronte ad un classico tentativo di isolamento.
La vera consapevolezza non ti isola dal mondo: ti restituisce alla vita reale con relazioni più sane, vere e profonde.
La tua bussola: come proteggerti
Per affrontare qualsiasi percorso in totale sicurezza, ricorda che possiedi già la bussola più infallibile: il tuo sentire ed il tuo senso critico.
Se qualcosa non ti torna, se avverti una stonatura o se una richiesta ti sembra sbagliata, non zittire quell’intuizione incolpando te stesso. Fai un passo indietro, chiedi confronto ad una persona fidata esterna all’ambiente del corso e pretendi sempre la massima trasparenza.
La crescita personale autentica non si nutre di guru, ma di persone libere che scelgono di camminare a testa alta.
