Artisti della vita

Artisti della vita

La vita contiene tutti i colori con cui realizzare le tue opere.
Il bianco, il nero, i colori primari e tutte le varie combinazioni, gradazioni, combinazioni.
Sta a noi scegliere come vogliamo colorare la nostra esistenza.
 
A volte questo significa utilizzare un colore che non ci piace o mescolarlo ad altri colori per ottenere l’effetto desiderato.
A volte quella gradazione che serve non è disponibile in quel preciso momento.
 
Potremmo allora scoprire che spesso le cose si possono realizzare anche con modalità diverse, inaspettate!
In altre occasioni invece basta semplicemente aprire gli occhi: davanti a noi c’è proprio la gradazione perfetta per quel momento ma non sempre siamo pronti o disponibili a riconoscerla.
 
Ciò che permette davvero di compiere a pieno l’opera della nostra vita è la somma di passione e creatività che, quando completamente liberate, svelano una realtà totalizzante: i nostri limiti attuali sono dove noi crediamo di doverci fermare, non dove realmente finisce la nostra possibilità.
 

In questo modo possiamo partire da ciò che c’è, dai colori e dai pennelli che abbiamo in questo momento, e creare qualcosa di nuovo, qualcosa che non avremmo potuto immaginare!
E potremo farlo anche in un modo completamente diverso da come abbiamo sempre ipotizzato.

L’espressione di un individuo può essere talmente vasta e diversificata che volerla rinchiudere in un cliché è, oltre che uno spreco, un pericolo.
Se rimane repressa porta frustrazione, senso di in-concludenza.

 Si lega a tutti i preconcetti e pregiudizi e, cercando strade per emergere, crea dei prodotti falsati, illusori, indipendenti dalle nostre scelte e quasi mai soddisfacenti.
 
Per fugare subito alcuni dubbi, è importante chiarire che il punto di partenza non è un moto aleatorio o visionario. Tutt’altro!
Il punto focale su cui organizzarsi è, invece, la realtà oggettiva.
Ciò che c’è in questo momento.
Una relazione con la vita pragmatica che permetta di assumere e conoscere la situazione di partenza scevra di interpretazioni, credenze o illusioni.
 
Se intendo creare un dipinto devo essere consapevole di ciò che ho a disposizione: il supporto (tela, fogli di carta, pannelli di legno, plexiglas…), i colori (bianco, nero ecc…) il tipo di colore (acquerello, olio, gessetti….) e così via.
 
Partendo da questo posso liberare la mia espressione eventualmente aggiungendo tasselli dove serve.
Posso, ad esempio, nell’atto creativo o in fase di progettazione, rendermi conto che per realizzare quel progetto mi servono altri tipi di pennelli.
Quindi vado ad acquistarli.
 
Oppure, se non ho i soldi per acquistarli e sono indispensabili, creo un progetto per guadagnare i soldi che mi permettano di acquistare il materiale utile o imparo a costruirli.
 

Se, invece, non ho il dato di realtà, anche la parte di libera espressione ne risente.

Se parto dal presupposto che la tela sia gialla, organizzerò la mia creatività su questo dato.

Gestirò i colori sapendo che, sovrapposti al giallo, subiranno un viraggio. Se, però, la tela è in realtà bianca, il risultato che otterrò sarà sempre diverso da quello che voglio ottenere.
Stenderò il blu credendo che risulterà verde e resterò basito nel vedere che rimane della tonalità originale! Un disastro!
 
Allo stesso modo, nella nostra vita, è estremamente importante partire dalla realtà delle cose.
Poi entreranno in gioco i nostri punti di vista, le nostre sensazioni, emozioni e i ricordi ma tutte queste cose sono processi successivi, interpretativi.
 

Quante possibilità di espressione ci togliamo perché abbiamo dei pregiudizi?

 
Tutta la nostra storia personale, le relazioni che abbiamo vissuto, il tessuto sociale, gli eventi che abbiamo affrontato ci hanno suggerito delle interpretazioni.
 
Sono meccanismi naturali, semplificazioni con il fine di rendere più diretta e tutelante la nostra risposta.
Probabilmente affonda nei retaggi del meccanismo di salvaguardia “attacco e fuga”.
 
Tuttavia ogni istante è una vita a sé (oltre che essere una occasione per vivere!) e come tale andrebbe affrontato.

Con lo stupore di un bambino e con l’esperienza della nostra storia, sapientemente miscelate per accogliere e costruire.

Affrontare persone o situazioni partendo dal presupposto di avere già la chiave in mano rende impossibile una lettura reale.
 
Se ad esempio sono convinto che le persone con la barba siano antipatiche, ogni volta che ne incontro una sentirò una certa repulsione.
In questo modo oriento a priori la relazione: sei antipatico, non voglio relazionarmi con te.
 
Tuttavia potrebbe essere che una persona con la barba abbia qualcosa di importante per noi.
Potrebbe essere una relazione importante, avere la soluzione di un nostro problema, collaborare con noi in un progetto professionale o magari potremmo essere noi ad avere qualcosa di importante per lui.
 
Purtroppo non lo scopriremo perché, decidendo a priori di chiudere i battenti, chiudiamo anche la possibilità di scoprire queste opportunità.
E magari ci lamenteremo che la vita è cattiva perché, per quanto facciamo, non ci arriva ciò di cui abbiamo bisogno!
 
E allora…ti auguro di riscoprire la passione, la creatività e l’apertura alla vita, di dipingere la tua espressione con queste qualità e di essere per questo pienamente riconosciuto.
 
A presto, artisti della vita!

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