Giudizio e comprensione – quanto sei aperto all’altro?

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Giudizio e comprensione.

Due elementi opposti, che possono determinare la qualità della vita e delle nostre relazioni.
Te ne voglio parlare raccontandoti la breve storia di una tartaruga.

Prima di procedere è importante però che ci comprendiamo (appunto!) su cosa intendo, in questo articolo per giudizio…non vorrei mai che mi giudicassi male!

Non parlo certo di una valutazione oggettiva.
Intendo l’atto di appiccicare una “etichetta” ad una persona che finirà con il definirla.
C’è una grande differenza tra far notare ad una persona un errore o definirlo incapace, giusto?

Diciamo che una azione non dovrebbe definire l’essere.
Ma vediamola in modo meno filosofico.

Anzi, facciamoci aiutare dalla storia di cui ti parlavo.

Da quando sono padre, trovo nel mondo dei bambini un mare di insegnamenti.
Anche questa volta la mia piccolina mi è venuta in aiuto.

Oggi mi ha chiesto di leggerle un libro.
Si tratta di un piccolo libro che racconta la storia di una tartaruga che incontra vari animali che abitano nelle sue vicinanze.
Appena finito e letta l’ultima pagina, mi è apparso chiaro che, nella sua semplicità, questo libretto mette a segno un grande insegnamento sulla comprensione e sul giudizio.

Tartaruga incontra uno dopo l’altro vari animali.
Questi notano che la tartaruga si porta la casa sempre addosso e questo particolare fissa la loro attenzione.

Un’Ape le dice “quanto sei buffa!”.
Un uccellino le dice che è “pesante”.
La lucertola dice “come sei lenta!”.
Ogni animale, vedendo la tartaruga, la etichetta con un giudizio.

Restringe tutto il mondo della tartaruga in un piccolo, misero e poco accogliente punto di vista.
Ovviamente la tartaruga si sentirà a disagio e poco apprezzata!

Non so a te.
A me, fino a questo punto, la lettura creava un po’ di disagio (anche visto quello che ho scelto di insegnare a mia figlia!).

Ma la lettura dell’ultima pagina ha completamente cambiato il clima.

Infatti tartaruga vede una lumaca che si porta anch’essa la casa sulla schiena.
Tartaruga allora esclama felice: “Ciao cara amica mia!”.

Ora, forse ti chiederai: “Davide, ma cosa c’è di così entusiasmante in questa storia?”.

Tantissimo!

Quello che succede è che tartaruga e lumaca, si comprendono completamente.
Quindi non si giudicano.

Perché questo è quello che succede:

Quando c'è comprensione (replico dentro di me qualcosa che è patrimonio di un altro) aumento il mio grado di apertura all'altro.
Più sono aperto all'altro, meno cadrò nella possibilità di giudicarlo.

Questo è un principio fortissimo nella relazione. E si ottiene grazie alla comunicazione, soprattutto quando possediamo esperienze simili con l’altra persona.

Più accogliamo l’altro, più lo conosciamo, più gli permettiamo di essere vero con noi, più sarà difficile definirlo con giudizi.

Vediamo da un’altra angolazione.

Se vedi un’ape che ti ronza intorno, potresti in prima battuta essere infastidito e appellarla: “vai via stupida ape”.
Se però cerchi di comprenderla, di conoscere più a fondo il suo mondo, la sua natura, probabilmente vedresti le cose in modo molto diverso.

Sapere ad esempio che ha una responsabilità immensa per l’eco sistema.
Che senza di loro sarebbe a rischio l’intero sistema riproduttivo di determinate (moltissime) piante.
Che hanno sistemi molto definiti nei compiti da svolgere, delle gerarchie.
Che dopo la puntura muoiono e che solo le operaie hanno il pungiglione (che non possono riprodursi e sono addette alla difesa della comunità).
Pensa, sanno addirittura differenziare “uguaglianza” e “differenza” (ricerca pubblicata su nature).

Potrei raccontarti molte altre cose.
Più ti avvicini al loro mondo, più ampli il tuo abbraccio alla totalità di quello che quell’ape è e rappresenta.
Scommettiamo che il giudizio di prima si ridurrebbe moltissimo?

Se poi scoprissi che le api nella loro vita vivono delle esperienze simili ad esperienze che anche tu conosci, ecco che la comprensione diverrebbe molto più profonda.
Intima.
Accogliente.

 

 

Giudizio e comprensione sono come due lampadine collegate ad un interruttore.
Quando una è accesa, l'altra si spegne.

Certo, nella nostra quotidianità la cosa è molto più complessa.
Sicuramente mettiamo più etichette nelle relazioni con altre persone rispetto alle api.
E il tessuto che ci unisce agli altri è articolato, con infinite implicazioni.

Risentiamo della nostra storia personale che ci porta ad aprirci o chiuderci in base alle situazioni che viviamo.

Esiste il retaggio dell’educazione ricevuta. Sia direttamente (mamma e papà mi hanno insegnato che…) sia indiretta (luoghi comuni quali “l’uomo non deve piangere ne mostrare le sue emozioni”).

Ci sono mille e mille variabili.

In più comunicare (inteso come aprire il proprio mondo ad un altro) costa fatica, impegno e dedizione. Per questo molto spesso risulta difficile.

Se poi aggiungiamo il fatto che, a volte, quando noi tentiamo, dall’altra parte non c’è corrispondenza…siamo proprio a cavallo!

Eppure.

Non ci sono alternative.

Se non ci comprendiamo, baseremo la nostra vita, le nostre relazioni, la visione stessa dell'esistenza su piccole,
ristrette e misere interpretazioni:
IL GIUDIZIO.

Le etichette.

Quale è il prezzo di una vita basata sullo scambio di etichette/giudizi?

Ricordi la storia di Tartaruga che ti ho raccontato nella prima parte di questo articolo?
Bene!

Cosa succede se tartaruga non trova sufficienti altre tartarughe o lumache?
Cioè, cosa succede se non incontra sufficiente comprensione?

Molto semplice.

A lungo andare, la “finta realtà” dei giudizi degli altri animali, finirà per diventare la sua realtà.
Si sentirà pesante, inadeguata, buffa.
Sentirà di non andare bene.

Un esempio diretto ma efficace.

Se un bambino viene continuamente giudicato “incapace”, finirà per sentirsi davvero incapace.
Penserà da incapace.
Agirà da incapace.
Oppure farà di tutto per non sentirsi incapace e dimostrare a sé e agli altri di non essere incapace…anche quando nessuno presuppone che lo sia!

Non essendo quella la sua vera natura, continuerà a soffrirne.

Ora spero che sia chiara una cosa.

Il problema non è solo per sé (vengo etichettato, ci credo, vivo in quel modo).

E’ molto più ampio!

Se etichetti una persona, non le permetti di avere chiarezza di sé e di esprimersi.
Non stai facendo un danno solo a lei (che già questo è grave!). 
Stai allo stesso istante impedendo a te stesso e a tutte le altre persone di ricevere la verità, la pienezza, la bellezza di quella persona.

Un po’ come avere una grande opera d’arte a disposizione e decidere di coprirla con un telo…e disegnare su quel telo una copia distorta dell’originale.
Perde la possibilità di mostrare il suo valore intrinseco.
E tutti ci perdono!

Questo a meno che non incontri sufficiente comprensione.

In questo caso, potendo essere se stesso e vedendosi accolto e riflesso in altri, saprà che non sono i giudizi a definirlo.
Ma è lui stesso a scegliere.

Ecco quindi che ritorniamo al valore di creare una cerchia di relazione scelta, solida e aperta.
In pratica una cerchia di comprensione e affinità (ma di questo ne parleremo meglio più avanti)!

In una relazione aperta e accogliente puoi sentire e consolidare  la tua personale verità, toccarla, viverla, farla tua.

E donarla. 
Così come donare agli altri la stessa possibilità.

Tartaruga, quando vede Lumaca, la comprende.
Ci saranno di sicuro delle differenze tra loro.
Ma il suo saluto non è un giudizio.

E’: “Ciao amica mia”.

Ogni essere umano è un mondo ampio e entusiasmante.
La comunicazione aperta, vera, rispettosa è l’interruttore per avvicinare l’altro e scoprire il suo mondo.
Accende la comprensione.
Spegne il giudizio.

“MA…PERO’….”

“ma io non sono capace”, “nessuno mi ha insegnato”, “ogni volta che ci ho provato è andata male”, ” ma poi gli altri mi giudicano comunque”…

Si.

So che ci sono questi pensieri.
Li conosco bene, li ho sentiti ed espressi anche io tantissime volte.
Posso dire lo stesso di Matteo, ne abbiamo parlato tante volte.

E’ tutto vero. Spesso non lo sappiamo fare o sembra che non abbia effetto.
Ora non sto a farti la lezione tecnica (in caso parlane con Matteo che tiene un percorso bellissimo in cui si parte proprio dalla comunicazione!).

Mi limito a dirti che è una abilità.
Le abilità hanno una caratteristica stupefacente.
Possono essere studiate, approfondite e migliorate.
Di per se non sembra niente di trascendentale. Ma funziona proprio così!

Non esiste essere umano che non possa comunicare e produrre comprensione.

Questo non significa che se sei molto riservata/o inizierai a parlare per ore senza fermarti.
Però hai tutto ciò che serve per esprimere la verità di te e accogliere quella di un altro essere umano.

Richiede un certo sforzo, di sicuro.
Come sai non veniamo mai a raccontarti che basta la bacchetta magica.

Ma è possibile.
E sopratutto ti può aprire ad una realtà molto diversa.
Ed è anche la chiave per trovare quelle persone affini per creare la tua cerchia di relazioni vere, intime e profonde.

D’altronde, se non mostri la verità di te, cosa vedranno le altre persone? E quali persone ti si avvicineranno?
Se ti chiami Antonia ma cerchi di passarti per Antonella, le persone che avrai intorno penseranno di avere di fronte Antonella.

Effetto: Tu sentirai sempre una specie di alienazione (parlano con te ma tu senti che non sono in relazione con la vera te!), loro resteranno stupiti quando si aspettano un tuo comportamento specifico (da Antonella) e tu agirai in modo diverso (perché sei Antonia).

Quindi, per concludere…

Da dove partire?

Potresti fare mille cose, creare gruppi di lavoro, studiare tecniche segrete di persuasione ecc,…

Che ne dici invece di fare un piccolo ma decisivo passo verso la comprensione?

Allora prova questa piccola cosa:

Parti da te. Scegli di permetterti ogni giorno un pochina più di verità.

Non serve strafare. Poco. Ma vero.
Scegli inizialmente persone con cui senti di poter essere veramente te stessa/o e vai!

Ogni piccola verità di te a cui permetti di vedere la luce è un immenso dono per gli altri e un pezzettino del tuo puzzle che ritrova il suo posto!

Buona apertura!

 

 


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Questo articolo ha 2 commenti.

  1. Grazie Davide! Allora io mi porto a casa del tuo articolo stupendo alcune cose fondamentali .. 1) mi piace tantissimo interruttore GIUDIZIO – COMPRENSIONE da metterlo in tasca ogni nuovo giorno e ricordarsi di accendere sempre la COMPRENSIONE!
    2) trovare persone che mi possano comprendere .
    3) continuare a crescere con il cuore di un bambino .

    1. Cara Livia,
      Hai colto in pieno il senso dell’articolo!
      Hai individuato tre punti che possono davvero fare la differenza!
      Ora…dacci sotto 🙂

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