La semplicità

Hai presente quelle situazioni che sembrano intricatissime, invalicabili, e che, improvvisamente, si risolvono con l’azione più semplice?

Per lungo tempo ti ostini a cercare una soluzione attingendo alle conoscenze più alte, alle formule più complesse. Ti arrovelli con fatica senza trovare una scappatoia.

Poi, come per magia, al culmine della stanchezza, lasci.

Lasci andare le complessità, lasci andare i pregiudizi che vogliono vedere nel complesso la soluzione di ogni problema.

Lasci andare la creatività nella sua più naturale direzione e… Ecco!

La soluzione sembra apparire da sola.

E’ sempre stata li eppure non la hai mai scorta.
Mimetizzata tra un “è troppo semplice” e un “la soluzione ad un grande problema necessita di grande sforzo e abilità complesse”.

A questo punto cosa fai? O molli perché “per me è troppo” o ti accanisci in un turbine di pensieri e contro- valutazioni senza un vero preciso senso.

Eppure il nodo era li, pronto ad essere sciolto con un gesto rapido, efficace, semplice.

Tuttavia se il gesto è quello sbagliato rischi di stringere ulteriormente la corda. Il nodo si serra di più e ti ritrovi non più ad affrontare la difficoltà iniziale ma ad impegnare le tue risorse su un nuovo problema: concentri l’attenzione su un sintomo anziché sull’origine!

In questo processo la mente ha una funzione di abile e subdolo suggeritore: se non è pulita ti toglie elasticità di osservare le cose da diverse prospettive.

Ti rimanda continuamente a “soluzioni” articolate, complesse, figlie delle sue stesse paure e delle sue credenze!

Non sarai più tu ad interagire con la difficoltà ma sarà la mente a “guidarti”.

Se fossi libero da schemi pre-definti, avresti una certa leggerezza nell’affrontare la vita.
(c’è un giusto equilibrio tra fare e lasciare, ne parliamo QUI.)

Ti permetterebbe di interagire con la realtà in modo semplice, naturale!

Le convinzioni invece creano rigidità, ti convincono di avere già tutte le risposte.
Ti ostini a guardare la macchia di sangue sul pavimento incurante della ferita da cui proviene!

E credimi, lo facciamo tutti!

Questo meccanismo, lo possiamo osservare quotidianamente nel nostro vivere: ci preoccupiamo di mantenere vive le differenze tra “razze” invece di preoccuparci dei problemi dell’intera umanità, stimiamo la salute di una nazione in base a quanto denaro circola anziché valutare il benessere reale, la felicità delle persone che stanno alla base della nazione stessa.

Puntiamo ad aumentare i beni depredando il pianeta che ci ospita delle risorse, della stabilità, dei suoi equilibri ed inquinandolo…

È come scegliere di tenere nell’armadio dei barili di scorie tossiche…Tu lo faresti?

Perdiamo continuamente di vista la semplicità, l’essenza, la base delle cose!

Due “razze” non sono in fondo, allo stesso inequivocabile modo esseri umani?

E questi non sono forse primati, mammiferi, animali… non sono forse appartenenti all’eco-sistema, abitanti della terra? e non sono forse entrambi costituiti da cellule di varia natura?

Forse la molecola di H2O costituente il 90% del nostro corpo è diversa tra un Europeo e un Africano?

Nell’essenza, nella semplicità la differenza non può esistere.

E noi cosa facciamo?

Invece di unire le forze, cooperare, crescere per creare un posto migliore per tutti e per tutto ci perdiamo in guerre inutili per alcuni barili di liquido nero depredando le terre di questa preziosa risorsa fino a far collassare il sistema basato su di essi, generando differenze, sfruttamento, fame per molti e ingrassando pochi altri.

E pensare che questa non è la soluzione più semplice!!!

No, questa è la soluzione più ardua, più dura, più difficile.

E’ la soluzione dettata dalla paura e dalla mancanza di contatto con quella purezza che si trova solo nella semplicità, quella semplicità così disarmante, così vera, così assoluta che, una volta toccata, non può essere negata perché prima di essa nulla esiste e durante essa tutto e nulla possono coesistere

 

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