No, la vita non è rose e fiori!

RoseNo, la vita non è tutta rose e fiori.

So che forse, vista la scelta di condurre percorsi di crescita, può sembrare una frase controproducente. Ma sento la necessità di chiarire la mia posizione e quello che credo sia la corretta comunicazione a riguardo.
Molto spesso, nelle conferenze, negli incontri o nei corsi, mi viene chiesto, direttamente o indirettamente, se alla fine del percorso la vita sarà semplice e “più buona”.

È una domanda lecita e comprensibile! Nel momento in cui ci troviamo ad affrontare difficoltà e problemi, pensare di potersene liberare è una speranza succulenta!

E merita risposte chiare.

Probabilmente se rispondessi “si certo, tutto sarà facile, sarà solo amore e gioia ecc..” avrei molti più partecipanti.
Ma la vita non è sempre e solo colori e petali di rose. È esattamente quello che è, cruda. Non è buona ne cattiva (come già detto nell’articolo ‘Vita‘). La cattiveria, le disgrazie, le difficoltà non smetteranno di esistere perché fanno parte dell’esistenza stessa. Può migliorare, ma non smettere di essere ciò che è.
Un sasso è un sasso.

Ma vivere vale la pena, sempre!

È il valore più alto per cui vale la pena di combattere! Riconoscere il valore della nostra esistenza, dell’esistenza degli altri e di tutto ciò che ci circonda e ci attraversa è già un profondo motivo di cambiamento.

Per cui No, la vita non è tutto rose e fiori. Ma non è nemmeno solo pene e sofferenze.
Non è insito nel suo senso avere una qualità piuttosto nell’altra. È una sostanza duttile che contiene tutto.
Quindi il senso alla vita (o meglio alla tua vita) lo dai tu. Nessun altro.
Ecco a cosa serve, in realtà, la crescita. A riscoprire quel valore essenziale, prenderlo, e farlo diventare esattamente il senso della tua vita.

Quindi non scompariranno le prove, le difficoltà.
Cambierà il tuo modo di definirle, di viverle, di interagire. La capacità con cui ci stai di fronte e di tenere la direzione.
Se smetti di agire in base a paure o cercando di difenderti, dando o ricevendo colpe, subendo gli altri e gli eventi o cercando di piegarli, il principale cambiamento è che tutto assume un nuovo significato, Il significato che emerge da chi sei veramente e non dalle interpretazioni errate e automatiche.

In pratica un’altra vita, uguale alla precedente ma allo stesso tempo completamente nuova (eh si, gli opposti possono coesistere, dice qualcuno di più autorevole di me).
Una vita in cui agisci e interagisci con quello che stai vivendo, non con la paura di ciò che può accadere o che è successo. Una vita in cui sei Consapevole di ciò che è stato e che non puoi sapere con certezza cosa accadrà domani. E va bene così. Ma tu, adesso, sei qui e stai esattamente facendo, pensando, sentendo, vivendo quello che c’è. È quello che c’è è l’unica sostanza che puoi veramente toccare e modificare.

La difficoltà della vita non dipende da quanti o quali problemi hai o hai avuto, ma da come queste esperienze vengono attraversate.

Molto spesso viviamo nella convinzione che i nostri problemi siano o siano stati molto peggio di quelli degli altri. Che la nostra sofferenza sia la più grande e che gli altri non possano comprendere. Da un certo punto di vista è reale: ognuno vive una vita propria, con esperienze uniche e risponde in modo assolutamente personale. Ma contemporaneamente ogni vita è permeata di grandi dolori così come da grandi gioie.

Da un punto di vista oggettivo, essere gratificati per un lavoro fatto bene è una cosa positiva.
Eppure molte persone, se ricevono complimenti, si vergognano, rifiutano o minimizzano. Se invece c’è da riconoscere il valore altrui si spendono e festeggiano.
Altri si galvanizzano ed esasperano.
Due interpretazioni così diverse creano una relazione completamente diversa con l’esperienza.
Per cui nella maggior parte dei casi la tua o la mia esistenza non sono migliori o peggiori rispetto a quella di qualunque altra persona.
E nessuna persona è esclusa da poter vivere a pieno la sua vita!
I problemi esistono, la tua determinazione esiste. Gli altri esistono, gli eventi inaspettati anche.

A volte si parte con delle carte buone, a volte con delle carte cattive. Ma i buoni giocatori di poker sanno che il peso maggiore c’è l’ha il gioco che fai. Le carte girano, a volte la mano è buona, a volte è pessima. Ma alla fine è il senso globale e il mantenimento della direzione che determinano il risultato. E non sempre “vincere” significa avere battuto gli avversari. Molto spesso sta proprio nel giocare al 100% delle tue possibilità con quello che hai. E rispettando gli altri giocatori. E la vita stessa.

No, non è tutto rose e fiori.

E va bene.

A volte più che delle rose hai bisogno delle spine, di toccarle, di conoscerle o di smettere di temerle ed evitarle.

Ecco perché, dal mio punto di vista, la crescita personale, la riscoperta di se, non funziona con la bacchetta magica.

Un corso di crescita non crea illusioni, non passa per le scorciatoie ma è un processo attivo, sistematico, richiede un supporto tecnico oltre che pienamente umano.
Il percorso è un insieme di strumenti, studio e pratica che seguono una linea ben definita, sperimentata a fondo e migliorato nel tempo.
L’etica dell’insegnante, la sua umanità, l’empatia, il clima accogliente e rispettoso nei gruppi garantiscono un contesto e un supporto ottimali per potersi aprire.

Va affrontato con una scelta vera, sincera assumendo una responsabilità della propria vita: io creo il mio cammino. Metto il 100% di me per ottenere il 100% del risultato possibile!
Perché la vera determinante, per crescere, è quanto sei disposto ad offrire di te per il tuo fine.
Quanto sei disposto a metterti in gioco?
Sei disposto/a ad affrontare anche le parti oscure di te per arrivare a questo senso della tua vita?

Avere a disposizione il top degli strumenti e non usarlo con passione e determinazione rischia di portare a successi parziali.
Come avere l’elicottero ma non fare il patentino o lasciarlo sempre fermo nell’hangar!

Ma un punto ancora più importante di un percorso è sapere che il corso è una preparazione. La vera sfida è la vita quotidiana! È quello dovrebbe essere il nostro obiettivo!
Ogni comprensione, ogni nuova abilità, ogni scoperta che facciamo di noi, se resta nel corso, è vana, quasi inutile. Una bella esperienza che dopo poco si spegne.
Il corso va affrontato per produrre vita! Scopro chi sono e lo porto nella vita. Sciolgo un blocco e lo porto nella vita! Trovo un obiettivo è lo porto nella vita!

Questo è per me la crescita.
È l’unico modo che conosco.
È quello che faccio ogni giorno e che vedo funzioni per le persone che ho conosciuto e che hanno seguito crescita prima di me e con me.
È la scelta che mi definisce. Scoprire chi sei e creare una vita perfettamente calzante con te.
Un percorso di crescita è parte integrante del percorso di vita, della vita stessa, non un momento di stacco ma una preparazione. Come studiamo a scuola le nozioni che poi applichiamo nel lavoro, così ci prepariamo per affrontare le sfide del quotidiano.

Quindi no, la vita non è tutto rose e fiori.
È anche nuvole e sole, amore e incertezza, buon vino, cattive persone…Ed è perfetta quando le vai incontro!

Non sarà più semplice ne più “buona”. Anzi, per certo versi sarà più articolata!

Crescere significa avere fini da perseguire e ogni fine presuppone un cammino. Gli ostacoli li incontra chi cammina, non chi resta fermo. Quindi un vero percorso di crescita, che ti attiva nella vita, in realtà ti porterà sempre più spesso a confrontarti con limiti e difficoltà…ma anche ad avere la spinta e gli strumenti adeguati per affrontarli e considerarli parte integrante del tuo cammino.
Le crisi ci saranno, e si metterà in dubbio quello che si sta facendo. Ma nel procedere in queste forme di costruzione della vita, si potrà assaporare il sapore di casa che solo chi si muove verso una proprio espressione nella vita può riconoscere.

Ne vale la pena?
Secondo me si, forse è una delle cose per cui vale veramente la pena di rischiare, di muoversi verso l’ignoto, di uscire dai propri schemi e rischiare…di essere felici!

Ma la vera risposta la puoi dare solo tu!

Buona ricerca!

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