Come dare un senso alla tua vita?

 

 

Ogni tanto guardo il mondo, le persone che lo abitano e il tran tran che tutti inseguiamo ogni giorno.

Spesso mi ritrovo a domandarmi…perché?

Quello che ho scoperto è che quasi nessuno di noi ha un perché definito.

In questo ci dividiamo in due grandi categorie:

  • Chi non ha un perché e si muove sulla base del caso o sulla base di scelte “inconsce e automatiche”.
  • Chi non ha un perché per il semplice fatto che il suo perché è qualcosa di interiore, non esprimibile a parole ma facilmente riconoscibile come un proprio scopo a cui non si può dire di no.

In pratica i secondi seguono e perseguono un proprio personale scopo nella vita.

Ma gli altri?

Beh, ti consolo subito! Tutti possiamo trovare un nostro personale scopo nella vita.

La difficoltà è che spesso le esperienze della vita ci hanno fatto “scollare” da esso. Non lo vediamo, non lo percepiamo o non abbiamo più fede in esso.

Nella tradizione giapponese esiste un termine bellissimo per descrivere lo scopo della vita di una persona: IKIGAI. Più o meno lo puoi tradurre con ragione di vita, ragion d’essere.

E’ la parola che indica il tuo personale scopo nella vita, quello che da un senso alle giornate e ti da la voglia di coinvolgerti con essa e dare tutto te stesso per realizzarlo.

Bello vero?

Dipende. Se in questo momento non hai un tuo scopo nella vita, potrebbe risultarti sconfortante.

Beh, ecco allora la buona notizia!

L’ikigai sembra essere uno stato che nasce con noi e che si perfeziona nel tempo, integrandosi con la vita che facciamo e le esperienze, competenze, conoscenze che acquisiamo..

Quindi quando siamo bambini abbiamo nel nostro sentire i semi del nostro scopo.

E spesso nel gioco lo esprimiamo e lo confermiamo.

Ecco quindi una delle chiavi.

Nel gioco puoi ritrovare il tuo scopo!

Il gioco può essere utilizzato come un attivatore per sbloccare il nostro sentire e tornare a percepire quella “chiamata” che ci porta verso il nostro IKIGAI.

Il gioco, usato in modo corretto, ti fa attraversare le barriere della vita e ricongiungerti all’essenza, a ciò che sei, al “sè” che sta prima di tutte le interpretazioni e convinzioni che abbiamo strutturato.

Ovviamente per farlo, serve “mettersi in gioco”. Cioè essere disponibili a lasciare andare le redini e tornare, almeno per alcuni istanti, completamente bambini. Liberi.

Puoi approfondire nel sito GAMES

 

Trovare e perseguire il proprio personale scopo nella vita, richiede proprio una grande libertà personale.

Parlo di libertà personale perché il grande nemico della nostra realizzazione è proprio il controllo che abbiamo su noi stessi, le nostre convinzioni e la visione che, nel contesto sociale, educativo e culturale che abbiamo vissuto abbiamo costruito.

Infatti moltissime persone sentono il proprio Ikigai chiamare.

Ma non rispondono perché si attiva un sistema di critica/giudizio.

Quanti ad esempio hanno abbandonato l’idea di creare una propria attività per l’ideale del posto sicuro e, alla fine, si ritrovano dietro a una scrivania annoiati e spenti?

O viceversa, quanti hanno scelto l’università sulla base delle possibilità lavorative probabili, piuttosto che sulle prospettive di espressione personale?

Insomma, un mare di interpretazioni possono allontanarci dal trovare e perseguire il nostro personale scopo nella vita.

Però c’è un elemento che sono quasi sicuro ti risolleverà il morale!

Spesso c’è la convinzione che l’auto-realizzazione sia qualcosa che ha a che fare con il “cosa” farai nella vita.

In realtà è molto diverso ma cadiamo in un tranello abbastanza sottile. Che però avrà un risvolto positivo!

 

La trappola del “COSA”

Ognuno di noi nasce con un potenziale espressivo, una sorta di range di predisposizione.

Questo, mescolandosi con le esperienze che facciamo, l’educazione, il contesto e altre variabili, rafforza maggiormente alcuni spettri del nostro potenziale iniziale.

Ti faccio un esempio: potresti sentire dentro di te una forte “chiamata” per l’aiuto verso gli altri.
Crescendo, facendo esperienze, è possibile che piano piano ti senti attratto sempre più da uno specifico ambito o settore.

Ad esempio puoi sentire che aiutare le persone a stare in salute sia la cosa che ti realizzerà!

E a un certo punto, arriva il “cosa”: voglio fare il medico!

Ti senti bene, senti che fa per te, che fai bene agli altri e ti senti “realizzato”.

Ecco, l’inghippo è che spesso leghiamo, come detto sopra, il dare un senso alla vita con un “cosa”.

Ma questo è un limite!

Andiamo a capire meglio!

Se senti attrazione per “aiutare le persone”, hai una direzione.

Ma in quanti modi lo puoi esprimere?

Moltissimi!

Ecco che il “cosa”, cioè quello che scegli di fare per esprimerti e realizzarti, non è l’elemento determinante per la tua auto realizzazione.

Se manchi l’appuntamento con “diventare medico”, potrebbe essere che andrai a segno con “Creare un’associazione che aiuta le persone povere a curarsi”.

Ecco che abbiamo un primo indizio di essere sulla direzione giusta per intrecciare la giusta strada per dare un senso alla nostra vita.

E’ quella sensazione di avere una direzione a prescindere dal “cosa”.

Hai un perché che ti muove, un perché indefinito.

Il cosa e il come sono variabili che puoi scegliere e che non minano il punto di partenza.

La scelta!

 

Quindi puoi scegliere!

Punta sul sentire quel perché, e poi seguilo.

Potresti realizzarlo stando a casa con i figli o aprendo un azienda.

Creando un certo stile di vita oppure modificando le tue abitudini quotidiane.

Ci saranno un range di possibilità che senti ti diano quella pienezza che cerchi, e li potrai spaziare.

Quello che ci lega spesso è che pensiamo di dover fare qualcosa di specifico.

Al contrario, il fare dovrebbe essere una pura conseguenza di “chi voglio essere / come voglio vivere”.

Una sfida?

Forse. Ma una sfida possibile.

Una sfida che ti puoi cogliere in qualsiasi momento della vita, qualsiasi siano le condizioni in cui ti trovi e l’età a cui lo comprendi!

Prima di lasciarti, rispondo a una domanda che mi è stata posta in questi giorni.

In effetti ci sono alcuni “cosa” che più di altro ti portano a sentire di dare un pieno senso alla tua vita.

Questo non significa che solo realizzando quel “cosa” specifico riuscirai a sentire di aver dato un senso alla tua vita!

Ma di questo, parleremo meglio nei prossimi approfondimenti!

Per ora ti rimando alla diretta sul gruppo “Eroi del Quotidiano” (la trovi QUI), ci sentiamo presto per le tue domande e…

alla tua vita!

 


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2 Comments

  1. Elisa 27 aprile 2018 at 16:12 - Reply

    Mi hai aperto nuove strade Davide!

    • DavideTamanini 4 maggio 2018 at 22:04 - Reply

      Cara Elisa, sono davvero felice che si siano accese delle lampadine!

      Mi farebbe davvero piacere sapere qualcosa in più!

      Un abbraccio
      Davide

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