BigBang, origine di nuova vita

BigBang, origine di nuova vita

Secondo una delle molte ipotesi sulla nascita dell’universo, sembra che tutto sia partito a seguito del collasso di un precedente universo.

Un immensa mole di esistenza, materia, antimateria è collassata violentemente fino a giungere ad un punto critico.
Superato il punto di stabilità, ha originato una esplosione di portata inimmaginabile: il Big Bang, l’origine dello spazio, del tempo, della materia così come le conosciamo.

In pratica dalla fine di una certezza, di una esistenza concreta è nata una nuova forma, forse molto diversa da quella precedente con una sua propria identità.

Spesso anche nella vita delle persone si necessita di affrontare un passaggio simile: il collasso di uno stato di vita ci permette di originare nuove direzioni, una nuova vita.

Ma come si fa a far collassare una vita?
Cosa condensare?
E sopratutto, da quale punto di partenza origina la nuova vita?

Queste domande aprono scenari molto particolari.
In primis un presupposto importante è che ci siano elementi da comprimere, lasciare, trasformare.
Certezze che si devono scardinare, credenze da sciogliere, modi di essere che vanno messi in crisi.

Un processo forte, profondo di discernimento che punta a togliere tutti i falsi capisaldi della struttura di una persona.
Da qui si prosegue fino ad arrivare ad un punto di minimo, l’essenza della persona, quell’elemento unico e indiscutibile che non può essere compresso perché è ciò che da senso profondo, basilare, essenziale alla vita. L’unità, se preferisci, su cui costruire il nuovo rilancio.
Quel punto di partenza da cui far scoccare il BigBang evolutivo.

 

I due modi di attivare il cambiamento

 

Ovviamente tutti nella vita abbiamo cambiamenti importanti.
Quindi è basilare chiarire che, quando parlo di BigBang evolutivo della persona, intendo l’inizio di una fase di vita talmente e radicalmente nuova da poter essere considerata una nuova vita (che sia questo uno dei veri sensi di “vite passate”?).

Un altro presupposto è che ci siano delle condizioni tali per cui un precedente status si trovi a collassare.
C’è un motivo che induce il nostro universo attuale a ritirarsi su se stesso e abbandonare e modificare le sue caratteristiche fino a risalire all’origine.

Essenzialmente ciò può capitare in due modi: per scelta consapevole oppure per casualità.

Il primo è sicuramente consigliabile seppur sia anch’esso difficile e pieno di ostacoli.

Il grande pregio è che quando c’è una scelta consapevole si è solitamente meglio orientati, si sa dove si vuole andare e si cercano le strade che appaiono più sicure, i compagni di viaggio più affidabili e gli insegnanti (e gli insegnamenti) che sembrano essere più in linea con le nostre scelte.

Il secondo, per esperienza personale, lo sconsiglio seppur a volte sia inevitabile.

Benché ora orienti la mia vita su scelte consapevoli, il mio primo big bang fu totalmente inconsapevole (in realtà potremmo dire il secondo grande Big Bang ma il “primo vero” è una storia diversa da quello di cui stiamo parlando).

Ricordo ancora quella sensazione densa, appiccicosa e limitante. La chiamiamo abitualmente depressione.

Ricorda un po quella scomoda sensazione che si prova quando c’è troppo caldo. Si rimane avvolti da uno strato melassoso e tiepido che nemmeno una doccia riesce a togliere.
Anche quando si strilla o ci si dispera rimane avvinghiato, avvilente, avverso….solo che, a differenza del sudore, la depressione ti piega, ti accartoccia, ti chiude, ti sforma e riveste tutto di una opaca e monotona vernice grigia: il senso della vita viene sepolto e la reazione primaria è aggrapparsi al proprio malessere.

In questo modo la prigione diventa al contempo l’unica certezza.
E gli altri non possono comprendere (o meglio, si forma la sensazione realistica che niente e nessuno comprenda ciò che si viva o possa in qualche modo aiutarci ad uscirne).
Anzi, spesso gli altri sono proprio il riflesso di ciò che che noi stiamo assumendo: la nostra esistenza è nulla, inutile, dannosa per se e per gli altri. La vita non ha scopo e anche lo avesse a noi è precluso anche solo pensare di poter realizzare qualcosa.  La nostra esistenza sembra sia di peso e di impiccio (anche la nostra sofferenza).

 

Quale strada prenderai?

 

Ora non mi dilungo sul mio vissuto più di tanto.
Ma ciò che accadde, tutto sommato fu un vero colpo di fortuna.
Quella sensazione collassò, ad un certo punto, così tanto che ogni cosa perse valore.
L’amore, il lavoro, le relazioni, le passioni, il corpo, il cibo…tutto venne svuotato perdendo significato.

Al culmine di questa contrazione, ad un passo da conseguenze tragiche, avvenne la contrazione finale: presi commiato da tutto…scoprendo che dietro quel tutto/niente esiste un’origine che avevo smarrito…BANG. anzi…BigBang!

La reazione a catena ebbe inizio e tutto si ricostruì, lentamente , su questa nuova base.

Da li i passi compiuti sono tanti e di grande portata.

Ma in realtà questa è una storia rara e fortunata. Molto più spesso esperienze di dolore o di sofferenza ci fanno ritirare ancora di più.
Nel tempo il peso degli eventi ci porta a cercare di allontanarci da noi stessi e da ciò che potrebbe farci rinascere!

Esiste per fortuna possibilità di originare nuovi universi personali senza dover passare per queste strade dubbie, casuali e il cui esito non è sicuro. O avere strumenti per affrontarle al meglio.

Questo è il mio personale augurio ed invito a chiunque sia alla ricerca di sè, di nuovi modi di essere, di verità: apritevi alla bellezza della vita, ci sono persone, percorsi, strade collaudate ed importanti che vi possono dare ciò che cercate.

Per questo fine esiste questo blog, per questo fine sto orientando la mia vita in questi percorsi.

Perchè un attimo a volte può determinare una vita intera, se accolto consapevolmente…e quanti attimi costituiscono una vita intera?

Tu sei la scelta, tu sei la libertà, tu sei gli attimi che crei.

Con amore questo pezzo di me è per chiunque lo voglia accogliere.


Scopri il percorso MIC, il metodo pratico da applicare subito per migliorare la tua vita!

 

SCOPRI MIC!

Questo articolo ha 5 commenti.

  1. grazie, io lo accolgo con molta gratitudine. Non essendo molto brava ad esprimermi devo un po’ cercare negli altri le parole e devo dire che già dalle prime righe mi ritrovo molto. Ciao!

    1. Grazie Angela, mi fa piacere leggere queste tue parole!
      Ti auguro di trovare tutto quello che cerchi…e attendiamo notizie del nuovo pargolo!

  2. Grazie Davide! Ho compreso le tue parole 🙂
    Mi trovo proprio sull’orlo di un nuovo BigBang e proprio come dici tu se non sarò io con la mia scelta consapevole a farlo iniziare so che lui inizierà comunque portando però esiti che mi cadranno addosso invece di essere io a cercarli e provocarli.
    L’unica cosa che mi manca per iniziarlo con la mia scelta è la chiara consapevolezza di dove andare, sono certo della direzione ma non sapere la meta esatta mi fa esitare…

  3. io lo associo al mito della Fenice. morire e diventare cenere per rinascere più forti veri consapevoli grati.

    strappi, lacrime, fatica, distruzione e costruzione, disciplina, un lavoro lungo, un “farsi gli addominali dell’anima” con pazienza, un allenamento costante, un cammino che porta a rispetto di sè, amore, compassione, gratitudine, leggerezza, entusiasmo. un respiro alla volta.

    il viaggio dentro di sé è un’esperienza meravigliosa. è come partorirsi e rinascere davvero. buon viaggio Davide 🙂 che poi, tra le meraviglie di questa vita , di questa scelta a trovare l’essenza, a tornare a casa, c’è anche che poi incontri nel tuo cammino persone con le quali condividi pezzetti di vita e di strada e tutto diventa un altro miracolo 🙂 eppoi un altro e un altro e un altro ancora e comprendi che in fondo il miracolo siamo noi e ce l’abbiamo dentro.

    1. Cara Monica, il paragone con la fenice calza a pennello!
      Buon viaggio anche a te e alla tua piccola Maestra bionda!

Lascia un commento

 
Chiudi il menu