Il vero “Segreto” della crescita personale!

Il vero “Segreto” della crescita personale!

segreto

 

Finalmente è arrivato il mio momento.

Ogni giorno, più volte al giorno, vengo raggiunto da molti messaggi in cui mi si propone un “segreto” per vivere meglio.

Oppure vengo invitato a conoscere le tecniche millenarie per raggiungere la felicità in massimo 10 minuti.

Altre volte invece l’argomento verte su un trucco che “loro” vogliono tenere nascosto ma che qualcuno ha scoperto e mi invita a conoscere prima che venga censurato. Anche se lo vedo girare da più di due anni.

Adesso, come dicevo, è il mio turno.

Tieniti pronto perché sto per svelarti anche io un segreto.

Forse il più forte e sconvolgente di tutti quelli che ci sono stati proposti fino ad ora.

Quindi siediti, fai un grande respiro e preparati alla grande e sconvolgente verità:

> Il “segreto” della crescita è che non c’è nessun segreto. <

Nessuna bacchetta magica.

Nessun “le 10 regole superlative che nessuno ti ha mai detto”.

Nessuna magia.

Nessun rito antico tenuto segreto per millenni da chissà chi!

O meglio, ce ne sono migliaia, per carità. E spesso anche efficaci.

Ma alla fine, ci sei solo tu.

Tu. E le tue scelte.

Nessuna tecnica, nessuna disciplina, nessuna “magia” funziona se non c’è un individuo che sceglie di alimentare la propria crescita. Voler migliorare come essere umano è una spinta personale, soggettiva. Significa ricondursi a sé.

Non si impara. Non si aggira. Non si schiva.

O ci sei o non ci sei.

È una questione di applicazione, di scelta forte, di auto-motivazione.

Quindi, dirai, corsi, tecniche e formazione non servono a nulla?

Tutt’altro! Senza strumenti, relazione e sostegno vengono a mancare i pilastri su cui poggiarsi per migliorare la propria vita.

Quello che sto dicendo è che gli strumenti di crescita sono come l’automobile, lo studio e la pratica per un pilota di formula uno. Se la macchina non è efficiente, lui non sa guidare e non ha fatto ore di pratica, difficilmente vincerà una gara!

Se, però, ha tutte queste caratteristiche ma non sceglie di mettersi in gioco, salire in macchina e affrontare la sfida, tutte le condizioni sopra citate saranno inutili!

No pilota, no party!

Ma anche no macchina, no studio, no pratica, no party!

Ci tengo a spingere molto su questo tasto perché mi capita spesso di incontrare “corsisti perenni”.

Con questa definizione scherzosa definisco quelle persone che cercano di avere risultati di crescita collezionando corsi su corsi. Sono talmente impegnati a fare corsi che non hanno più tempo per se, per la loro vita, per le relazioni. O nemmeno per il lavoro.

Il loro intento, a onor del vero, è di valore.

Desiderano veramente migliorare la propria vita (ti invito a tenere d’occhio i prossimi articoli perché parleremo proprio di cosa significa in realtà “crescere” e perché è diverso da “risolvere i problemi”.) ma si aspettano che qualcosa di improvviso, magico e definitivo si impossessi del loro futuro migliorandolo.

Cerchiamo ciò che dipende da noi, fuori da noi.

Ne abbiamo già parlato in modo figurato in un articolo precedente (—–> Procrastinare humanum est! <—–).

Facciamo parte di un grande gioco, in fondo; il gioco della vita.

E vivere è un gioco serio!

Come ogni gioco puoi scegliere di affrontarlo in modi diversi.

Puoi giocare così come viene.

Puoi scegliere di approfondire le regole e giocare da professionista.

Se vuoi giocare da professionista procedendo così come viene, l’ingranaggio non funziona!

Qualcosa stride.

Nulla impedisce che tu proceda con una certa leggerezza. In fondo la leggerezza è un sistema fondante che aiuta a rendere più accessibili le condizioni avverse e meno pesante la fatica!

L’inghippo si crea nel momento in cui si sceglie la via del professionismo (migliorare un aspetto di se o della propria vita) ma non si cura correttamente la scelta degli strumenti migliori. O, come si diceva, si delega a qualcosa di esterno la responsabilità del risultato.

Se ritieni non ci sia niente da migliorare o non vuoi cambiare nulla, probabilmente sei già sufficientemente felice e realizzato quindi non dovresti sentire frustrazioni, non dovresti sentire necessità di lamentarti degli altri o della vita, non senti mancanza di nulla e nessuno ecc…

Se, però, ci sono aspetti di te o della tua realtà che senti possano migliorare (non necessariamente devono essere cose “malate” o terribili, semplicemente potresti sentire che può essere meglio di come è!), le cose cambieranno quando:

hai scelto di cambiare le cose.

Hai cercato o stai cercando strumenti o modalità differenti da quelli che hai applicato fino ad ora.

Ti applichi in queste modalità nel tuo quotidiano.

Sbagli.

Ritenti.

Sbagli.

Ritenti.

Sbagli.

Ritenti.

Oggi va un po’ meglio.

Sbagli.

Ritenti.

Meglio.

Bene.

Sbagli.

Bene.

Questo non è uno sbaglio, è semplicemente un tentativo che mi avvicina al risultato.

Fino a che hai creato un nuovo modo di essere (o fare) che rispecchia pienamente te stesso: le abilità si manifestano correttamente e ne hai piena padronanza.

Quindi non è un processo immediato stile bacchetta magica. È un processo entusiasmante, eroico e conturbante che ti porta ad affrontare i tuoi giganti partendo da ciò che hai e aggiungendo man mano i pezzi che servono.

Lo dico in un altro modo:

Tu sei Davide.

Tu sei Golia.

Posso darti la fionda migliore, il sasso più calibrato (e in questo sono bravo.)

Ma la vera differenza la fai tu. Accettando la sfida con i limiti e le difficoltà (Golia), mettendo in campo tutte le risorse che hai in questo momento (Davide).

La morte di un mostro regala la lezione solo a chi ha avuto la forza di rischiare in prima persona per tentare di ucciderlo restando aperto alla possibilità di graziarlo e renderselo amico.

Se tu dai il top e io ti do gli strumenti top…abbiamo fatto centro!

Nessun segreto.

Nessuna magia.

Pura vita. Vera. Quotidiana.

Tua.

Secondo me la scelta di crescere dovrebbe partire proprio considerando questo presupposto. Muoviamo i nostri passi per avere una esistenza il più possibile piena e realizzante, non per esimerci da essa o fuggire.

La bellezza del vivere si propone in chiavi molto diverse, spesso poco comprensibili ma sempre, sempre, richiede, per essere colta, la nostra presenza attenta, piena, curiosa come fossimo perenni bambini alla scoperta del mondo.

Le difficoltà e i momenti bui ci saranno sempre. Proprio per questo non possono essere loro a decidere come viviamo.

Come i bambini possiamo affrontare continuamente nuove sfide personali.

Imparare a camminare richiede tante cadute. Ma, ogni volta che il sedere tocca terra, il bimbo ritenta perché non conosce la paura di non riuscire: la sua fame di vita lo porta a guardare verso una nuova fase evolutiva e a concentrarsi sulla nuova conquista.

Perché in questo (ed ecco il vero “segreto) c’è il seme del senso della sua esistenza.

Con questo spirito ogni porta è potenzialmente aperta.

Solo se la conquista è raggiunta direttamente.

Se un genitore dice al figlio come deve fare ma non gli permette di sperimentare direttamente, il bambino non raggiungerà le conquiste che gli permetteranno di essere abile nella vita: non c’è crescita se non c’è un percorso di conquista e apprendimento.

Ecco svelato il “segreto del non segreto”.

Ed ecco perché, molto spesso, affrontiamo percorsi che ci donano belle esperienze momentanee ma non producono un miglioramento reale per la nostra esistenza.

La scelta, alla fine è sempre tua.

Come vuoi giocare questo gioco?

 

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Scegli di giocare da professionista, questo è lo strumento migliore:

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Questo articolo ha 6 commenti.

  1. Caro Davide

    Ti ho sempre scritto in privato,ma ora dato che questo blog ha uno spazio pubblico dove poter scrivere lo faccio anche qui, avendo più spazio e forse potendomi spiegare molto meglio.

    Tutti nella vita attraversiamo momenti bellie momenti che belli non sono per nulla,le cadute, le delusioni,i problemi sono parte naturale di un percorso che voglia fregiarsi dell’ appellativo umano.

    tuttavia,del tuo ultimo post dissento da un po’,di cose:

    tutti noi infatti non siamo tabula rasa, e alla nascita abbiamo davanti un percorso che in una buona percentuale (secondo me superiore alla metà) è già tracciato, buona parte di ciò che si andrà a vivere è quindi già deciso, alcuni destini sono in discesa, con in allegato infinite possibilità di scelta e di sopravvivenza,,le persone che si trovano in questo varco, sono persone che raggiungeranno i loro obiettivi e la risoluzione dei loro problemi senza fatica, ecco che nelle difficoltà (che inevitabilmente anche qui ci saranno) percorsi di crescita, corsi, meditazioni e terapie coadiuveranno la riuscita, la risoluzione di problemi spingendo sull’acceleratore di una macchina che nella discesa generale ha trovato un pezzo di pianura ed è in affanno, quindi corsi, percorsi e terapie solleveranno l’ animo e contribuiranno a velocizzare l’alzata di un sipario di preoccupazioni già in programma, e queste persone potranno godersi (talvolta in platea talvolta in galleria lo spettacolo della loro vita).

    La seconda categoria di persone è quella con un destino affannoso, un karma pesante, in salita, con poca scelta e talvolta grosso piattume.., queste persone, dai corsi, dalle terapie e dai percorsi (ammesso e non concesso che possano permetterseli), a parità di volontà, determinazione,fermezza, fatica e…completa tu la lista…avranno :

    1)schiarite temporanee
    2) bombole di ossigeno per vivere un po’meglio la contingenza
    3) affievolimento temporaneo del dolore (una sorta di morfina psichica o energetica)

    ma non arriveranno comunque in quanto non prevista inizialmente una risoluzione dei problemi o il raggiungimento SODDISFACENTE DEGLI OBIETTIVI –> –> o abbandoneranno i corsi e le terapie o diventeranno quindi quelli che tu scherzosamente definisci corsisti perpetui quindi consentimi di dire che la partita è PARZIALMENTE NELLE NOSTRE MANI…. e che ci siamo noi ma prima di noi c’è quella parte di destino segnato che Dio, il cielo, l’ universo, o…boh chiamiamolo come vogliamo ha deciso di darci, o che è parte rimanente di altre vite…questo lo ignoro… SENZA POLEMICA MA CREDO SIA GIUSTO DARE ANCHE SFUMATURE DIVERSE DI RIFLESSIONE …CON STIMA… Giuseppe

    1. Ciao Giuseppe, come ti dicevo, Il “destino” si avvera quando sei convinto che sia quello è che sia inevitabile.
      Le persone nascono sicuramente con una serie di “potenzialità”, doti, predisposizioni (e si, non credo che una persona nasca per soffrire, o per far soffrire.).
      Quindi non nego che ci sia una sorta di “compito” personale da assolvere: è esattamente il concetto di rendere reale ed espresso ciò che siamo.
      Ma sono le scelte e le azioni c’è compiamo che determinano l’esito. Se ci realizziamo o meno, dipende da noi.
      Le condizioni in cui arriviamo (famiglia, società, cultura, possibilità economiche…) sono la realtà con cui ci confrontiamo. Sicuramente nascere o ritrovarsi in condizioni ottimali o meno può rendere più o meno facile il cammino. Ma se non cammino, posso avere anche la strada comoda o la Ferrari, non arrivo comunque.
      Se sono convinto che ci sia un destino di sofferenza e che sia ineluttabile, va da se che tutto mi sembrerà confermare quell’idea di partenza e quando qualcuno cercherà di convincermi del contrario, cercherò solo gli elementi che, secondo la mia personale logica, dimostrano che ho ragione.
      In questo caso si, qualsiasi percorso si faccia, la resa sarà solo acqua fresca. Ma non per il percorso, perché manca il materiale di base su cui costruire il proprio cammino: la possibilità di creare un cambiamento.
      Spesso deleghiamo, inconsciamente, l’esito della nostra vita al di fuori (destino, guru, percorsi) pensando che solo se qualcosa fuori di me cambierà le regole del gioco, allora potrò “salvarmi”.
      Ma la realtà è ben altra!
      Quando c’è una sana apertura al cambiamento, il mio consiglio è di approfittare della grande opportunità di slancio che il percorso “abilità della persona: la mente” offre!
      Ciao Giuseppe, ti auguro di trovare la serenità che meriti!

  2. mi è stato rimosso un commento posso chieder come mai??

    1. Nessuno ha rimosso il tuo commento (che come vedi è presente), i commenti devono prima essere approvati solo per evitare vari messaggi spam (me ne arrivano tutti i giorni) che non c’entrano niente con gli argomenti di questo blog.
      Buona giornata Giuseppe.

  3. non sono minimamenyte in accordo….e potrei motivarlo in mille modi ma mi sa che è inutile…

    1. 😀
      Sappiamo bene di pensarla in modo differente, Giuseppe! Non è una gara a chi ha ragione o torto!
      A presto!

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