Archivi

I 3 modi di affrontare la vita a cui (forse) non hai mai pensato!

 

Spesso, nelle varie conferenze e serate gratuite di questo periodo, Matteo e io ci siamo trovati a toccare un argomento molto particolare.

Dico particolare perché ci siamo resi conto che questa visione spesso stupisce le persone che ci sentono parlare.

Per questo motivo ho ritenuto utile fare un articolo dedicato a questo tema veramente “caldo”!
Cerco di mostrarti la visione in modo semplice e diretto. Poi approfondiamo la cosa!

Domanda secca: in che modo ti poni nei confronti della vita?

 

In che modo ti poni nei confronti della vita?

 

Non intendo con quale visione delle cose, quale religione o filosofia adotti.

Parlo proprio di approccio pratico alle cose, alle esperienze, alle relazioni.

Nella maggior parte dei casi (forse non te ne renderai conto) ma possiamo restringere tutto a 3 (+1) modalità generali.

Ogni persona, in vari momenti della sua vita, si trova a interfacciarsi con gli eventi della vita secondo uno di questi tre modelli:

  • Puoi agire per URGENZA (sto affogando e devo trovare al più presto un modo per uscirne).
  • Puoi agire per CONSERVAZIONE (le cose vanno abbastanza bene, manteniamo la velocità di crociera).
  • Puoi agire per FINALITÀ CONSAPEVOLE (hai chiare delle direzioni e strutturi un modo organizzato di arrivare al traguardo).

(in realtà c’è un quarto stato in cui puoi muoverti…ma te lo accenno più avanti perché si manifesta in condizioni ben specifiche!)

Forse non è così evidente o chiaro.

Ma affrontare una situazione o una relazione (con sé o gli altri) con una piuttosto che con l’altra modalità, ti darà esiti molto diversi!

Sia sul piano pratico che sul piano personale.

Vediamo di capire qualcosa in più con un esempio!

Se sei al mare, che ti godi le meritate vacanze, è molto probabile che ti verrà voglia di entrare in acqua.

Ecco tre scenari in cui potresti trovarti!

  1. Entri nell’acqua e raggiungi il punto in cui non tocchi. Siccome non sai nuotare bene, alla prima onda ti ritrovi sott’acqua. Ti prende il panico perché non hai grandi abilità!
    Quindi cosa fai? Probabilmente inizierai a muoverti scompostamente nel tentativo di restare a galla e tornare al punto in cui tocchi.
    Questa è una situazione d’urgenza: senti di essere in pericolo o in difficoltà estrema, e tiri fuori delle risposte istintive, improvvisate, fino a risolvere l’urgenza.
    Una volta passata l’urgenza, passa anche la necessità di mettere in campo delle risorse. (quante volte, nel momento di urgenza ti riprometti di fare qualcosa anche una volta sistemata l’impellenza e poi il buon proposito scompare appena le cose vanno meglio???)

  2. Entri nell’acqua e raggiungi il punto in cui non tocchi. Sai nuotare, seppur non sia un grande esperto. Galleggi, fai dei movimenti ordinati sufficienti a farti rimanere con la testa sopra il livello dell’acqua e a non permettere alle onde di rovesciarti. Hai comunque un certo controllo della situazione ma non vai molto lontano.
    Se ti trovi nella condizione in cui l’onda o qualcuno ti rovescia, è probabile che la tua risposta sia meno scomposta del caso A. Entri per un attimo nell’urgenza ma la padroneggi discretamente bene per non essere più di tanto a rischio. Il livello in cui sarai veramente in urgenza sarà molto più alto (ad esempio con i “cavalloni” molto alti o con correnti forti).
    La percezione è che l’equilibrio basti a se stesso e vada mantenuto senza variazioni. (la verità è che si teme il cambiamento e il suo ignoto!)

  3. Entri nell’acqua e raggiungi il punto in cui non tocchi. Sai nuotare bene, magari in più stili, hai allenato fisico e resistenza e hai scelto di fare una nuotata al largo per un paio di centinaia di metri. Sai che oltre può essere pericoloso per il passaggio di natanti. Quindi prendi lo slancio e a grandi bracciate avanzi coordinando bene la respirazione con i movimenti.Hai scelto dove andare e sai come andarci correttamente. Sai anche che esiste una parte di ignoto che non puoi controllare ma hai strumenti per affrontarli.
    Se ti trovi in una condizione di urgenza, la tua risposta è probabilmente molto ordinata e efficace e sai che la condizione di galleggiamento da fermi può essere utile giusto il tempo di prendere il fiato e riposare un po prima di riprendere.
    La consapevolezza di ciò che succede e la tensione verso un obiettivo sono ragioni fondanti di questa modalità. Il livello d’urgenza, a questo punto, è una condizione davvero rara e estrema.

 

Ecco, penso non serva specificarlo…ma lo faccio comunque!

Il caso A. rappresenta lo stato d’urgenza: garantirsi la sopravvivenza.
Il caso B. invece lo stato di conservazione: garantire l’equilibrio sopra la sopravvivenza.

Il caso C. è il panorama della finalità consapevole: Vivere, stare nella vita e migliorarsi.

TI faccio notare che:

L’urgenza non costruisce niente.
La conservazione tiene fermi.
La finalità consapevole ci fa crescere e costruire.

 

 

Urgenza e Conservazione sono MALE?

 

Quindi, Urgenza e Conservazione sono MALE?

Direi proprio di no!

Se rappresentano lo stato generale in cui una persona vive, è evidente che la persona sia in qualche modo ostacolata o bloccata nella sua possibilità di esprimersi e migliorare.

Tuttavia Urgenza e Conservazione, se riconosciuti, conosciuti e guidati correttamente, possono essere due “amici” della finalità consapevole.

Agire per urgenza, ci può insegnare a riconoscere alcune modalità personali. Se saranno ben incanalate e utilizzate consapevolmente, ci permetteranno di mettere in campo risorse che normalmente non utilizziamo a pieno (molte persone tirano fuori delle risorse pazzesche quando si trovano con l’acqua alla gola...per poi tornare in un torpore in cui sembrano essersi dimenticati di quelle abilità!).

Conoscere la nostra modalità di conservazione, ci garantisce di poter agire mantenendo saldi gli equilibri fino a che sono necessari (e solo fino a quel momento, non oltre!).
(NOTA per chi ha seguito il seminario sulla crisi: indispensabile per preparare il passaggio tra un equilibrio e il successivo saper mantenere salda la realtà personale).
Detto in un altro modo, se vuoi cambiare casa, non smetti di curare l’abitazione attuale prima di entrare nella successiva!

Incamera anche la capacità di restare fermi “stoicamente” di fronte agli eventi!

Ciò che metti in campo per urgenza e conservazione, quindi, altro non sono che abilità, reazioni, intenzioni, emozioni, idee che possono essere preziose per creare una vita piena e realizzante.

Ma per farlo serve che siano allineate a delle scelte consapevoli in cui tu, al centro della tua vita, scegli dove andare e utilizzi consapevolmente delle strategie etiche per muoverti verso le tue mete personali.

Vediamolo un po più schematico:

  • L’azione principale dell’urgenza è l’istintività.
  • L’azione principale della conservazione è l’inerzia.
  • Le azioni principali della finalità consapevole sono strategia e etica.

 

L’istintività ti permette di mettere in campo il lato più emotivo-passionale, di dare fuoco al tuo agire, di tirare fuori il lato più “animalesco” e focoso.

L’inerzia attinge a quelle risorse conservative e intellettive che ti fanno ponderare, mediare e ti fanno sentire sicura/o della solidità di base del tuo posto nel mondo.

Etica e strategia prendono questi due punti apparentemente disgiunti e li uniscono permettendo di raggiungere il massimo della forma espressa di un essere umano:

dare un senso alla propria esistenza realizzando le mete personali
con un alto valore di rispetto per se,  per gli altri, per la vita stessa


(non male vero? E’ quello che facciamo con i corsi che proponiamo su Crescitalibera!).

In pratica sai chi se, sai dove vai e sai come andarci.

Se, invece, ci troviamo a essere coinvolti e guidati da una delle prime due modalità, ci troveremo facilmente bloccati in quello stato.

 

 

 

Cosa succede se resti "fissato" su una delle modalità?

 

Cerchiamo di capirne qualcosa in più!

 

Se ad esempio ci releghiamo nell’agire per urgenza, vivremo un perenne stato di ansia. Rincorrere continuamente situazioni di emergenza non ti darà mai sicurezza e tranquillità, giusto? E quando ci sarà un momento di stasi…ci sarà ansia per quello che potrà capitare!
Quante volte ci siamo passati tutti!
Ciò che alimenta l’urgenza, è la disperazione (Oh mio Dio, cerchiamo di correre ai ripari!) - serve per tornare a galla quando stai per affogare ma non produce miglioramento! (al massimo ti riporta al livello base)
Non c’è interesse né responsabilità perché la priorità è quella di uscire dal disagio. Per questo c’è alta probabilità di cadere nella mancanza di etica.

Nello stato di sola conservazione, l’elemento che ci contraddistinguerà sarà un senso di insoddisfazione, di frustrazione. La descrizione comune è “tutto è apparentemente a posto, ma sento che qualcosa non va, c’è una insoddisfazione di fondo che non capisco e non so come fare per uscirne. Forse dovrei fare questo, forse quest’altro…”. Ma spesso non si fa ne uno ne l’altro!
Ciò che alimenta l’inerzia è la speranza (andiamo avanti così, che magari un giorno forse migliorerà) così come la paura del cambiamento (manteniamo tutto così com’è che magari se cambia qualcosa  chissà cosa può accadere!). - Serve a mantenere lo stato delle cose e si contorna di un insieme di giustificazioni, timori e spiegazioni per evitare di muoversi in nuove direzioni.
Non produce miglioramento ma mantiene fermi gli equilibri.
Non c’è piena responsabilità della propria vita ma si delega ad altro/altri di decidere “dove stare”.
L’etica non è un valore pienamente espresso. Ci sono spesso valori etici ma spesso settoriali e/o assunti in modo rigido (conservativo).

Nello stato di finalità consapevole, la sensazione che si prova, al contrario, è di essere padroni della propria esistenza. Non c’è nulla da dimostrare.
Tu sei al centro e il tuo agire punta a esprimerti completamente.
Dai te stesso in ciò che fai, nelle relazioni e senti che il tuo procedere è “giusto”.
Anche quando le cose non vanno come si vorrebbe, la sensazione di avere la rotta corretta permane e si coglie l’imprevisto e l’errore come possibilità di migliorare.
Ciò che alimenta la finalità consapevole è la scelta consapevole,(Vediamo cosa c’è da fare per arrivare li dove sento sia giusto per me andare...e ci vado!) - Serve per prendere delle direzioni chiare e definite e necessita di una piena responsabilità delle proprie azioni e delle possibili conseguenze (positive o negative).
Agire per scelta consapevole non significa fare tutto ciò che si vuole. Al contrario presuppone pieno rispetto anche degli altri. E in questo si riesce a non vivere un senso di perdita o mancanza.
Forse la vera libertà è proprio questa, quella sensazione profonda di poter scegliere, anche ciò che non è necessariamente a mio vantaggio. E potendolo scegliere, è sempre la scelta corretta.

Ci sarebbe un quarto stato di azione: l’osservazione. E’ quel frangente in cui si è scelto consapevolmente, si è pronti a agire e si resta in osservazione dello stato delle cose.

Equivale al momento in cui l’arciere, teso l’arco, resta immobile fino a che sente che l’insieme delle variabili è nel punto e nel momento esatto per scoccare!

Diciamo che per ora non approfondiremo questo aspetto, lo faremo dal vivo quando ci sarà occasione!

Ma nel concreto, cosa significa per la nostra vita tutta questa pappardella?

Vediamolo con degli esempi.

 

Storie d'urgenza, conservazione e finalità

 

Una storia d’URGENZA

Se ti trovi in una situazione economica difficile, è probabile che si verifichino alcune “manifestazioni”.
Potresti fare fatica a trovare lavoro e quindi ogni mese, arrivare a coprire tutte le spese diventa una sfida davvero estenuante. Più il tempo passa, più la dimensione di urgenza diventa assillante.
La tua attenzione verrà inevitabilmente attratta dalla difficoltà, dall’ansia, dalla frustrazione.

In questa situazione è molto difficile riuscire ad essere presenti e consapevoli.
La cosa più probabile è che tutto ti porterà a muoverti per cercare di uscire al più presto dalla situazione di disagio.
Probabilmente non eseguirai delle azioni ponderate e ben ordinate, non saranno i grandi ragionamenti a guidare. Si muoverà un certo istinto, totalizzante: DEVO POTER DARE DA MANGIARE ALLA MIA FAMIGLIA (assolutamente comprensibile!).

Questo non è un agire per costruire. Il fine di questi movimenti autonomi è uscire dal disagio, dalla sofferenza, dall’indigenza: riportare la situazione, momentaneamente in negativo, in pareggio: garantire il minimo base di sopravvivenza. E non sempre questo aiuta a garantirci azioni giuste e rispettose.

Una storia di CONSERVAZIONE.

Le cose tutto sommato non vanno malaccio. Hai un lavoro, magari non è proprio la tua realizzazione ma arriva uno stipendio a fine mese sufficiente.
Ti sei sposata/o, magari hai anche dei figli a cui vuoi veramente bene!
Tuo marito/tua moglie è una brava persona. Certo non è che proprio vi prendiate tantissimo tempo per stare in relazione. Tu hai i tuoi  interessi, lui i suoi.
La comunicazione non è proprio il massimo ma che vuoi, dopo vent’anni le cose non cambiano. Ormai abbiamo i  nostri equilibri. Lui guarda la tv con il calcio in sala, lei la fiction in cucina.
In realtà senti che la cosa ti va un po stretta. Ma mandi giù il boccone sperando che un giorno l’altro cambi improvvisamente o temendo che chiedere più relazione e attenzione possa scatenare un rifiuto.
MEGLIO TENERE LE COSE COSI’ ANCHE SE NON CI STO COMPLETAMENTE BENE
(di solito ci sono pensieri tipo: “bisogna accontentarsi”, “ringrazia per quello che c’è” ecc…)
Alla fine questa ottica “comprime” la realtà tra due opposti.
Da una parte è molto utile per non cadere nell’urgenza (se cambio qualcosa, rischio che crolli tutto e che perda lo stato “quiete”).

Dall’altra però non ci permette di evolvere, di crescere, di costruire!
Un limbo infinito che strazia ma al contempo ci fa sentire “contenuti”, protetti.

Una storia di FINALITA’ CONSAPEVOLE.

Hai conquistato una buona qualità di vita. Un lavoro che ti da sicurezza, una famiglia, una casa in cui stare serenamente.
Questo ti da una sensazione di sicurezza che non usi per fermarti ma per guardare avanti.
Ad esempio potresti sentire che puoi essere una persona migliore.
O che puoi dare nuova spinta al tuo lavoro.
Ti poni delle mete personali per esprimerti e creare una vita che ti rispecchi. Sai che non tutto va sempre bene ma che vale la pena di tentare.
Invece di cercare giustificazioni o colpevolizzare (la politica, il tempo, gli altri ecc…) cerchi soluzioni. Dove ti mancano abilità tenti di svilupparle o chiedi aiuto.
In questo modo innesti in te una sensazione di pienezza che ti stimola a conoscerti, a conoscere le mete giuste per te, a mettere impegno nelle relazioni ecc…
Dai a te stesso, dai agli altri.
Riconoscendo il tuo valore, riconosci il valore degli altri e guidi la tua vita con molta attenzione a non ledere le altre persone e la vita stessa.

Ogni scelta-azione diventa una conquista.

Guidi la tua vita nel mare calmo come nella burrasca!

Ora, so che facilmente ci sarà nell’aria qualcosa che stona.
Qualcosa di questo tipo: “ma quindi basta che scelgo di agire con finalità consapevole e tutto andrà a posto?!?!”.

Ecco, fosse così semplice, non sarei qui a scrivere questo articolo e Matteo e io non terremmo i corsi di crescita che teniamo!

Ci sono delle condizioni che fanno si che la nostra visione delle cose ci fossilizzi su una delle tre (quattro) modalità di interazione con la vita.

Quello che succede è che ci ritroviamo invischiati in modelli che consideriamo vincenti e che riproduciamo continuamente.

Potrebbe essere che la famiglia di origine vivesse abitualmente in condizione di urgenza e io, nonostante possa sentire che non sia la modalità più realizzante, mi ritrovo sempre in condizioni di urgenza.

Oppure che determinate esperienze della mia vita mi abbiano profondamente toccato o ferito. Mi fanno quindi cercare, in una condizione di vita non pienamente soddisfacente, dei surrogati: condizioni di vita in cui “mi accontento” seppur non senta di vivere bene.

C’è poi da considerare che le relazioni più strette incidono notevolmente!
Se sono circondato da persone che pensano che sia meglio tenere un profilo basso, che si occupano più di problemi che di soluzioni ecc., è molto difficile che riesca a aprirmi al vivere con finalità consapevole!

Inoltre, come detto prima, tutte e tre le modalità sono utili per creare una realtà di vita realizzante.

Cosa fare quindi?

 

L’equilibrista impara un birillo alla volta!

 

Premetto che non esiste la formula segreta che in poche righe sbloccherà la tua vita.

Sicuramente seguire un percorso strutturato, avere sostegno sia tecnico che umano è una strada che, prima o poi, è consigliabile a chi voglia davvero dare una svolta alla sua vita!
(in questo caso, ti basta contattarci a info@crescitalibera.com!)

Ma ci sono piccoli grandi passi che possono aiutarti a iniziare un percorso efficace di crescita fin da subito. Te ne presento 3 da cui puoi partire!

    1. La realtà, che ti sembra fissa, è fatta di gomma.
      Non è la frase di qualche celebre film o un detto filosofico. Semplicemente significa che spesso vediamo le cose da una prospettiva rigida e pregiudizievole.
      Se ci avvicinassimo sufficientemente, potremmo scoprire che molti muri di cemento, sono in realtà fatti di gomma e possono essere facilmente abbattuti (o plasmati).
      NON esiste una ragione al mondo che ci obblighi a continuare a portare avanti le stesse azioni e modalità a cui siamo abituati.
      Che tra l’altro producono sempre gli stessi risultati.
      Che guarda caso non ti soddisfano!
      La causa è spesso da ricercare nella nostra visione delle cose. Gli eventi dolorosi della vita ci hanno lasciato rigidità e reazioni automatiche.
      La cosa migliore è liberare la mente da questi dati errati (il corso "Abilità della persona: la mente" in questo senso è il TOP che puoi trovare!).
      Ma mentre attendi che parta il corso, puoi fare un piccolo esercizio:
      osserva la tua vita quotidiana.
      Quali sono le 3 frustrazioni che incontri ogni giorno?
      Quali sono le azioni/pensieri/relazioni/emozioni che le producono?
      Come puoi cambiare la tua risposta per ottenere risultati diversi?
      Ecco, ora scegline una e tenta per la prossima settimana di cambiare atteggiamento. Poi fammi sapere come va!

    2. Cerca relazioni che possano fare il tifo, sostenerti e comprenderti e per le quali sei disposto/a a fare altrettanto!
      Una delle cose che davvero ti fanno andare oltre i tuoi limiti, è l’appoggio di qualcuno disposto a darti tempo, attenzione e energia.
      Ciò che ti fa sentire che vale la pena di fare qualcosa di più nella vita, è avere qualcuno verso cui senti il desiderio di donare il tuo tempo, la tua attenzione e la tua energia.
      La difficoltà che incontriamo solitamente è che le nostre relazioni difficilmente ci consentono questo.
      Un aiuto ti viene dato ad esempio dal corso "Abilità e Progetti" che tiene Matteo ma anche la giornata di VAE SE dedicata alle relazioni (Domenica 11/12/16).
      Nel frattempo, stila una lista di caratteristiche che senti potrebbero avere le persone che vorresti accanto per essere sostenuta/o nella tua crescita e una di qualità che senti siano valori che puoi offrire tu!

    3. Dietro a ogni problema, c’è un obiettivo.
      Proprio così, quando incontri un problema, significa che ti stavi muovendo verso una qualche direzione.
      Quindi, dove scegli di mettere la tua attenzione? Sul problema (hai letto l’articolo http://www.crescitalibera.com/tenere/?) o sulla soluzione che ti riporta verso la tua meta?

 

Lascio questi tre punti con i loro piccoli (?) consigli. Tenta di metterli nella tua vita, come i primi birilli che faranno parte del grande show di equilibrismo della tua vita.

Fai piccoli passi e tenta di renderli reali e vedrai che piano piano, veloce veloce, avrai piacevoli comprensioni!

Buon allenamento!


 

PS: AIUTACI A FAR CRESCERE CRESCITALIBERA (perdona il gioco di parole!)
CLICCA "MI PIACE" QUI SOTTO!

arrow

 

 

 

 

 

By | 2017-06-01T13:12:49+00:00 dicembre 9th, 2016|Uncategorized|9 Comments

9 Comments

  1. Matteo Raffaelli 9 dicembre 2016 at 16:19 - Reply

    Grazie ragazzi per il vostro impegno in questa bella avventura anche faticosa ma piena di soddisfazioni. Ho letto fino in fondo e mi piace molto.
    Ho condiviso con questo messaggio “è un po’ lungo, quindi non sono i soliti messaggini alla fb, brevi e sintetici perchè siamo sempre di corsa e abbiamo 10 chat in corso. No, è un po’ lungo ma riguardo tutti noi che viviamo con difficoltà in questo periodo storico, ma che sentiamo o speriamo che si possa migliorare e forse in cuor nostro sappiamo anche che il primo passo da fare è proprio il più difficile, con noi stessi. Consiglio di leggerlo e resistere, perché fa dei buoni esempi pratici e propone delle soluzioni accessibili a tutti. Io un po’ di percorso l’ho fatto e comprendo. Non sono pienamente nel 3° modo di vivere la mia vita, ma ci sto lavorando e sicuramente ho superato in qualche modo grossa parte dei primi due.
    Fidati, ne vale la pena, è gratis, leggi fino in fondo. Può darsi che possa aiutare proprio TE. Con affetto”

    • Davide 14 dicembre 2016 at 09:24 - Reply

      Ciao Matteo e grazie, ,come sempre del tuo entusiasmo e delle tue parole!

  2. Katia 10 dicembre 2016 at 10:01 - Reply

    Ciao Davide. Trovo i tuoi articoli sempre molto interessanti. Percepisco quanto per te sia importante far comprendere alle persone che possono migliorare la loro vita modificando la modalità di pensiero e di azione. E condivido. Da due anni mi prendo un tempo per leggere ciò che pubblichi e lo trovo un momento di riflessione ed arricchimento. Io frequento da circa sei anni un percorso di crescita personale e riconosco che è fondamentale per i cambiamenti che ho apportato nella mia vita. Buon lavoro e buone giornate. Katia

    • DavideTamanini 10 dicembre 2016 at 21:10 - Reply

      CIao Katia,
      ti ringrazio di cuore per questo tuo messaggio!
      Sia io che Matteo teniamo davvero che le persone possano migliorare la loro vita, così come stai facendo tu!
      Ti auguro di realizzare pienamente la tua vita e chissà, di vederci in qualche occasione di crescita assieme!

      Buona crescita
      Davide

  3. Gius 21 dicembre 2016 at 10:30 - Reply

    Ciao Davide bell’articolo…ma non posso fare a meno di avere delle forti perplessità…

  4. […] Quindi, farsi le domande spicciole (che faccio con queste relazioni adesso?) è utile, ma hai bisogno di farti altre domande per iniziare a uscire dal meccanismo dell’urgenza (che se non sai cos’è, eccone qui una spiegazione magistrale) […]

  5. Fabbrizi 19 luglio 2017 at 20:03 - Reply

    Ottimo articolo!

  6. […] Per raggiungere un senso profondo di realizzazione e non muoversi per urgenza o mantenimento (vedi articolo!) serve creare uno stile e una qualità di vita in cui ogni ambito sia curato e sostenga gli altri […]

Leave A Comment