La crescita strutturata contro la crescita fai da te

 

Un nostro amico un giorno mi fece notare che, in un articolo sulla crescita personale, dicevo che “una ricompensa è probabile, ma non certa.”

“Pensavo che se una persona non intraprende un cammino di crescita resta fermo, ovunque egli sia.

Mentre se si intraprende un cammino di crescita, già per il fatto di intraprendere una sfida e prendere coscienza dei propri limiti e delle proprie abilità, di chi si è, sia già un risultato.

Per questo il risultato non mi sembra così incerto come nelle imprese eroiche.”

Un percorso di crescita è sempre una garanzia?

La mia risposta è stata che non me la sento di garantire al 100% l’efficacia di un percorso di crescita.

Perché ci sono comunque delle difficoltà e degli ostacoli che possono non essere superati. Se un percorso fosse efficace e produttivo al 100%, sarebbe sicuramente falso, perché significherebbe una cosa sola: è meccanico e non tiene conto della libertà e della scelta personale.

La mia personalissima opinione è che la bontà di un percorso sia di NON essere valido e universale per ogni persona, in qualunque momento della vita si trovi, per qualsiasi obiettivo o fine si abbia.

Anche il miglior corso di crescita ha dei margini di incertezza, dati da vari fattori:

    • Può non essere quello giusto per la persona
    • La persona non lo porta a termine
    • La persona lo porta a termine ma non si impegna
    • La persona lo porta a termine ma non segue le indicazioni completamente

 

Ostacoli sul percorso di crescita

Quali sono gli ostacoli che possono rendere un percorso di crescita incerto, cioè non che non abbia la garanzia del risultato?
E come prevenire e superare al meglio questi ostacoli?
In questo paragrafo ci occupiamo della prima domanda.

Fare il passo più lungo della gamba: la crescita non sostenibile

Non tutti reggono la tensione che si crea durante un percorso di crescita.

Scopri cose di te che non ti piacciono. Capisci di dover abbandonare vecchi schemi.
Di doverne acquisirne di nuovi.
Di avere bisogno di fare azioni differenti da quelle del passato, azioni che spesso temi di fare.

Abbiamo descritto queste dinamiche molto nel dettaglio nell’articolo dei Quattro mostri della crescita. Ti rimando a quello per capire bene l’argomento.

A volte un cammino di crescita, per le risorse di un individuo, può essere troppo.
L’impegno richiesto può essere eccessivo o non sufficientemente calibrato.

È come se io domani, senza allenamento da almeno 5 anni, decidessi di salire a 3000 metri.
Avrò cali glicemici, strappi muscolari, difficoltà respiratorie. E probabilmente, non arriverò mai in cima. Tornerei indietro molto presto.

L’obiettivo prefissato non è sostenibile.
Vuol dire che, in questo momento, le mie risorse non possono sostenere lo sforzo, l’impegno o il tempo necessario a ottenere un risultato.

La sostenibilità di uno sforzo è direttamente correlata alla conoscenza precisa di quali siano le mie risorse e quante ne posso mettere in campo.

Perciò il problema della sostenibilità non è mai del percorso in sé, ma della scarsa consapevolezza che la persona ha delle sue abilità e risorse del momento.

In problemi di sostenibilità cadono tutti quelli abituati a “buttarsi” senza valutare attentamente pro e contro.

 

Alzare troppo l’energia

Un percorso di crescita spesso sblocca le persone da limiti più o meno auto imposti, da catene fatte di sensi di colpa, dubbi, paure, incertezze, sensazione di non andare bene, sensazione di impotenza.
In percorsi particolarmente performanti, questi blocchi saltano anche abbastanza velocemente.

Questo significa che la persona passa da 0 a 100 in breve tempo e viene sparata in un mondo dove sente di poter fare, di poter realizzare, di riuscire a essere quello che desidera essere.
Ed è bellissimo!

C’è un però. Può accadere che questo risveglio di energia non sia gestibile.
Non accade spesso, ma può accadere.

Cosa intendo?
Intendo che la persona sente di essere diversa, di essere più capace, più attiva, più consapevole, più forte.
Tuttavia la sua capacità di gestire un’energia così elevata non è ancora adeguata.

È un po’ come montare il motore di una Ferrari sopra una cinquecento.
Magari parte anche a razzo, ma si sfascia dopo poco.

Senza una consapevolezza di quali passi fare, come, dove e quando, c’è il rischio di aumentare troppo l’energia e poi non saperla gestire.

C’è anche la situazione inversa.
La persona riesce a gestire bene il tutto, ma la sua struttura, le sue abilità, la sua fitness, i suoi processi mentali, le sue relazioni di riferimento, l’ambiente in cui vive, non è adeguato al cambiamento in atto.
E, senza un sostegno adeguato, rischia di spegnersi. Ci sono cose che, per quanto ti sforzi, non puoi cambiare.

Ho conosciuto persone che, con tutta la buona volontà, hanno tentato di cambiare situazioni che non potevano essere cambiate. Anziché prenderne atto e cambiare luogo, attività, impegno, si sono intestardite a stare dove stavano. E questo le ha portate a spegnersi e a rinnegare, parzialmente, la bontà del percorso fatto fino ad allora.

 

Solitudine

Il grande male dell’umanità si chiama solitudine.
Puoi fare tutto bene. Ma se fai da sola, a un certo punto ti fermi.

Perché le tue sole forze non possono bastare.
Perché non hai un confronto con nessuno e tu da sola puoi darti idee e motivazioni limitate.
Perché abbiamo bisogno di comprensione, affetto e stima. Abbiamo bisogno di darlo e riceverlo.
Perché solo con l’aiuto degli altri possiamo spingerci più lontano di quello che avremmo pensato.

E da soli finiamo per diventare come pozzi nel deserto. Aridi e vuoti.

Questo della solitudine è un punto importante.

Inutile approfondire qua.
Ti metto qui sotto una lista di articoli dove abbiamo trattato l’argomento delle relazioni (la medicina alla solitudine) in modo talmente approfondito ed esteso che il tempo che hai finito di leggerli tutti siamo all’anno prossimo.

 

Assenza di mentore

Nella vita nessuno sa tutto.
Le persone che vanno più avanti, più in fretta e senza errori gravi, sono quelle che chiedono aiuto alle persone giuste.

La persona giusta è quella che, capito cosa vuoi, ti sa dare le indicazioni per come arrivarci nel modo più proficuo, corretto, rapido e indolore possibile.

Questa persona si chiama “mentore”.

Gli autodidatti spesso fanno a meno o rifuggono completamente l’idea del mentore.
Forse perché hanno paura di perdere la propria identità?
O forse perché hanno davvero paura di impegnarsi?
Non lo so e non mi interessa in questo momento.

Fatto sta che, senza qualcuno più esperto di te nello specifico campo di interessi, non farai progressi sufficienti.

Il mentore ovviamente può essere chiunque: importante è che tu lo scelga in base al fatto che sia abile a guidarti nel settore che hai scelto.

 

Poca praticità

Moltissime persone si fermano allo studio e alla consapevolezza di sé.

Senza fare pratica non si migliora. Puoi avere tutta la profondità che vuoi, avere tutta la conoscenza che desideri. Se non fai pratica di ciò che hai appreso, il tuo miglioramento arriverà a un limite.

E si crea una condizione ambigua: a livello umano, personale, senti di aver fatto un miglioramento di valore. Sul piano pratico, della realtà, questo miglioramento non c’è.

Questo provoca spesso una frattura fra ciò che si è e ciò che si sente di essere che porta a mettere in crisi il percorso fatto.
Il percorso invece è corretto. Occorre solo metterlo in pratica.

La pratica è ciò che spesso separa le persone che ottengono i loro risultati da chi non li ottiene.

Fare corsi non basta. Studiare non basta. Occorre mettere in pratica.
Anzi, il valore della pratica è, se possibile, maggiore.

Alta consapevolezza e poca pratica portano pochi risultati.

Un percorso di crescita ottimale deve includere la pratica. Altrimenti è solo teorico.

Non c’è niente di male nella teoria, l’importante è saperlo in anticipo.
Un corso che millanta risultati straordinari ma che infine rimane teorico, si giudica da sé.

Il problema della pratica è centrale.
Le persone, compreso il sottoscritto, non amano la pratica. A parole siamo tutti bravi. Nei fatti…un po’ meno!

Spesso occorre qualcuno che ti faccia notare che ti serve, perché da solo non te lo dici di certo.

 

I limiti della crescita fai da te

Questi sono i rischi più importanti che corri nell’intraprendere un percorso di crescita.
Serve dirlo? Li corri di più se viaggi da sola.

Molte persone iniziano un percorso di crescita e poi lo mollano a metà.
O ne iniziano un altro, e poi un altro, senza mai portare a termine nulla.
Oppure spiluccano un po’ di conoscenza e la mettono in pratica, senza aver approfondito tutti gli aspetti necessari.
O si buttano in imprese troppo limitate o troppo elevate per la loro condizione attuale.

È il rischio della crescita fai da te.

Tentare di migliorarsi è encomiabile ed eroico. Sempre. Non smetterò mai di dirlo.

Volerlo fare da soli, senza seguire indicazioni, o seguendole solo quando ci piacciono, è controproducente.

Perché incontri un grosso limite: tu.

Non puoi darti più di quello che hai.
Non puoi acquisire tutta la conoscenza che ti serve.
Non puoi darti indicazioni corrette, né correggerti, su qualcosa che ancora non sai.

Nulla ti garantisce che vedrai i tuoi limiti, in tempo utile per superarli quando serve che vengano superati.

Ma potrei sempre saperlo, no?
Certo. Però può richiedere tanta di quella energia e tanto di quel tempo da non essere consigliabile farlo. Lo capisci nel prossimo paragrafo, dove parliamo nel dettaglio dei limiti della crescita fai da te.

Eccessiva lentezza

Il problema numero uno della crescita fai da te è la lentezza.
Io credo sinceramente che molti, non posso dire tutti, ma molti che decidano di migliorare se stessi arrivino prima o poi da qualche parte.
Il problema è proprio quello: prima o poi.

Tutto sta nel porsi la domanda: quanto tempo ho? Quanto tempo voglio passare prima di vedere un risultato nella mia vita?

Se la velocità non è un problema, se hai tutto il tempo del mondo, se non c’è mai un ultimo treno, se ami contare solo sulle tue forze senza affidarti a nessuno, allora non ti devi preoccupare.

Da qualche parte arrivi di sicuro.
Inutile dirti che secondo me esistono alternative decisamente migliori!

Troppa fatica

Spesso la crescita, soprattutto all’inizio, è passare da un sistema di vita disfunzionale a uno più funzionale.

Disfunzionale significa che non porta risultati ottimali nella tua vita.
Non è un giudizio morale, ok? È solo che non riesci a ottenere quello che tu vuoi ottenere, che sia un lavoro migliore, più consapevolezza di sé, una bella relazione…qualsiasi cosa ti realizza e ti fa stare bene.

Questo passaggio implica apprendere diversi modi di pensare, agire, relazionarsi.

Apprendere significa tentare, fallire, ritentare, fallire di nuovo e così via, finché non impari definitivamente.

Fra un tentativo e l’altro, è possibile cadere e farsi male. Soffrire perché non si riesce. Fare fatica perché non si capisce se si stanno facendo progressi.

Allungare eccessivamente questo momento può generare un livello di ferite e di frustrazione così pesante, che poi occorre altro tempo per riprendersi.

Torniamo all’esempio della montagna.
Un conto è arrivare in cima in salute, perché si è allenati.
Un altro è arrivarci semi distrutti, col fiato spezzato, disidratati, affamati, con un crampo a ogni muscolo e la voglia di tornare subito a casa. Non ti godrai davvero il paesaggio e avrai bisogno di altro tempo semplicemente per muoverti ancora.

Avrai bisogno di molto più tempo per riprenderti. E nel frattempo, la vita va avanti.
In questo caso, la presenza di un mentore è determinate. Perché?

Perché può dirti se stai facendo progressi o no, e se e come puoi correggere la rotta.
Chiariamoci: non c’è niente di male a passare il tempo a leccarsi le ferite.
Ma se puoi evitarlo, perché no?

 

Difficoltà a correggere la rotta

Come dicevo, se sei sulla strada sbagliata, prima o poi lo capirai.

Ma prima o poi quando?

Quanto “prima o poi” è sostenibile per la tua vita? Per la vita che hai scelto?

Ti faccio un esempio tratto dalla mia esperienza.
Ho fatto un casino pazzesco con le relazioni per anni.

Quando ho conosciuto mia moglie avevo 36 anni compiuti da un pezzo. Lei 37.
Considerando che volevamo avere una famiglia e anche un figlio (per quanto non subito), il nostro “prima o poi” non poteva essere tanto lontano nel tempo.

All’epoca avevo gli strumenti corretti e li ho usati. Mi ero fatto un mazzo quadrato per acquisirli. Se non li avessi avuti, avrei allungato il nostro “prima o poi” molto più in là nel tempo.
E questo mi avrebbe impedito di fare le cose che sto facendo oggi.

Senza un mentore, senza degli strumenti strutturati e precisi, correggere una rotta errata è più difficile, perché nessuno viene a dirti che sei sulla strada sbagliata.

Una guida (che sia un corso, un insegnante, un libro, un video, un amico, il tuo vicino di casa) sono come il tuo personaleTom Tom sul cammino della vita.
Senza questo, ripeto, hai possibilità comunque di arrivare dove vuoi.
Solo, arriverai “prima o poi.”

È una questione di scelte.
Se per te il fattore tempo non ha importanza, allora no problem!

Aree della vita disfunzionali

La vita per funzionare bene deve essere una crescita integrata di tutte le parti che ci compongono.
Noi “siamo” dislocati in tante aree della vita: mente, corpo, relazioni, lavoro, casa, denaro, interessi, cultura, ecc…

Perché la vita sia appagante, è necessario che tutte queste aree siano elevate a un livello uniforme.

Avere un lavoro appagante e un fisico atletico, ma delle relazioni da schifo, non ti farà stare bene.
Belle relazioni e mangiare da schifo non ti farà stare bene.

Ti faccio l’analogia del corpo.
Il corpo per stare bene deve stare tutto bene.
Se hai un mal di denti terribile, è difficile che dirai: “Sto benissimo, il corpo funziona perfettamente. Ho solo un mal di denti tremendo.

Il mal di denti inizierà a colpire altre parti del corpo. Avrai mal di testa. I muscoli iniziano a contrarsi. Alla fine, se non fai nulla, avrai male un po’ dappertutto.

È uguale con le nostre aree della vita.
Se non si crea un vero e proprio ecosistema uniforme, funzionale allo sviluppo e alla piena espressione della tua individualità, non starai bene.

E qui arrivano i problemi della crescita in solitaria.
Noi siamo abitudinari.

Questo significa che, finché ce lo possiamo permettere, tendiamo a concentrarci solo sulle cose che ci vengono meglio e lasciamo perdere quelle che ci vengono meno bene.

Se nessuno ce lo fa notare, miglioriamo i punti più semplici e ci “dimentichiamo” degli altri.

È normale.
Le cose difficili tendiamo ad affrontarle per ultime. Paradossalmente, sono quelle che dovremmo affrontare per prime!

Se fai tutto da te, è molto difficile, a meno di non avere una volontà di ferro, che tu veda e scelga di affrontare da sola le aree più disfunzionali (cioè che portano meno risultati e quindi soddisfazione) della tua vita.

Prima ho scritto che non miglioriamo le aree deboli finché ce lo possiamo permettere. Che significa?
Significa che tendiamo a rimanere fermi fino a che una situazione non degenera e ci fa talmente male da costringerci ad alzare le chiappe e fare qualcosa(volendo possiamo citare lo stato di urgenza e rimandare all’articolo dei tre modi di stare nella vita).

Il problema è sempre il tempo e la fatica.
Quanto deve arrivare a farti male un’area della vita, prima che tu decida di occupartene?

Nella vita dobbiamo muoverci solo quando ci arrivano i calci in culo o possiamo pensare di muoverci prima?

È proprio necessario aspettare l’ultimo momento e il picco di massimo dolore per fare qualcosa?

Non è un modello esportabile

La crescita fai da te ha più possibilità di tirare in lungo cose che potrebbero durare meno.

Mi auguro tu abbia capito il concetto.
Non è una questione di giudizi. Non c’è nessuno migliore di altri.

Hai più possibilità di imboccare strade sbagliate, di soffrire più del necessario, di sbattere la testa più volte di quelle che vorresti.

Poi certo, una volta che ne sei uscita, lo farai a testa alta.
Hai lottato contro tutte le difficoltà e hai vinto. Hai numerose ferite ma non ti hanno fermata. E ora sei lì, vittoriosa, a dire che nella vita ce la possiamo fare.

Hai tutto il mio rispetto.
Ma è un modello che non consiglierei a nessuno.

Per un motivo molto semplice: se ti affidi solo a te stessa, forse tu ce la fai. Ma altri no.
Per cui non mi sento di dire a qualcuno “segui il tuo cuore, vedrai che la strada la trovi”, come metodo per affrontare la vita.

Come professionista del settore, devo metterti davanti alla verità, per quanto scomoda.
Senza un aiuto concreto è possibile che:

  • tu non raggiunga i tuoi obiettivi
  • li raggiunga molto in ritardo sui tuoi progetti di vita
  • li raggiunga a costo di sofferenze e fatiche che non sono necessarie

Ti sto dicendo che, per quanto eroico sia il tuo percorso in solitaria, hai la possibilità di impiegare più tempo del necessario e soffrire più del necessario.
Ci sarà una quantità di tempo e di dolore inutile, che può essere eliminato con le corrette conoscenze e le azioni giuste.

Crescita con indicazioni e sostegno

Seguire un percorso strutturato, un mentore, significa che non soffrirai? Che non farai fatica?
Ovviamente no.

Farsi il culo è la conditio sine qua per migliorare la tua esistenza.

Non si scappa. Ma i vantaggi sono innumerevoli e indiscutibili.
Eccoli di seguito.

Possibilità di verificare velocemente se i presupposti sono buoni

Sei sulla buona strada per realizzare la tua vita? Stai facendo bene, stai facendo meno bene?

Stai progredendo nonostante a te non sembri oppure sei impantanata in una palude, anche se a te sembra di essere in corsa?

Una persona che conosce la situazione meglio di te (anche per il semplice fatto che ne è esterna) può dirtelo. Puoi saperlo abbastanza in fretta, con certezza e senza perdere troppo tempo.

Così puoi correggere la rotta subito.

 

Velocizza il percorso

Se sai dove vuoi andare, ma non sai come, chiedere a qualcuno che già l’ha fatto (un mentore non è altro che questo) devo proprio dirtelo che valore ha?

Tutto il tempo che impieghi a trovare una strada utile, viene guadagnato da un semplice “vai da quella parte”.

È come andare in un luogo sconosciuto e chiedere indicazioni per arrivarci, anziché tentare la sorte in solitaria.

Tutto il tempo e le energie risparmiate potrai usarle per andare effettivamente in quella direzione. Se facevi da te stavi ancora cercando.

Evita gli errori più gravi

Affidarsi a qualcuno che ha già fatto tutti i tuoi errori e li ha superati, che valore può avere?

Non ti eviterà di fare errori, ma potrai evitare quelli più gravi, più stupidi o invalidanti.

Gli errori invalidanti sono quelli dai quali è difficile rialzarsi o tornare indietro (sì, non sempre si può tornare indietro).

Evitare gli errori più gravi è di indubbio valore. Avere delle indicazioni chiare su quali elementi sono da conoscere per la tua vita fa tutta la differenza del mondo.

Ma davvero devo perdere tempo a spiegare perché è meglio?

Hai un percorso definito centrato su quello che desideri

Chiariamo un punto fondamentale: nessuno può dirti qual è la cosa che realizza la tua vita.
Nessuno.

Però un mentore è fondamentale. Ma cos’è un mentore?

Può essere una persona o anche una risorsa (un libro, un video corso, quello che ti pare).

L’importante è che:

  • abbia già realizzato quello che tu vuoi realizzare
  • conosca gli errori e le trappole lungo il percorso perché le ha affrontate e superate con successo
  • abbia interesse che tu faccia altrettanto

Una persona così non farà la strada al posto tuo, né ti dirà mai cosa vuoi dalla vita (in quel caso è un guru, non un mentore), però può aiutarti a:

  • avere chiarezza nel capire cose vuoi
  • indicarti un modo utile per ottenerlo
  • evitarti gli errori e le perdite di tempo più comuni
  • nei momenti di difficoltà, quando da sola non riuscirai a tenere (e accadrà)

Garanzia 100%?

Quindi, io mi affido a qualcuno che ne sa più di me e sono al sicuro?
Se stai cercando la garanzia che le cose andranno bene al 100%, sei nel posto sbagliato.

Primo, perché nessun mentore è esente da errori e da dubbi.
E secondo, perché non so nulla di te, né di quanto ti impegnerai nel tuo percorso.

Inoltre, ricorda una cosa: la scelta di un percorso e di un mentore è sempre, appunto, una scelta. Perciò la responsabilità rimarrà sempre tua.

Eh sì, dobbiamo anche maturare l’abilità di capire di chi fidarci.
Anche quella non è un’attività a colpo sicuro!

Quello che ti posso dire con certezza è questo: le persone a cui ho visto realizzare una vita piena e appagante, e in tempi relativamente brevi, sono quelle che si sono affidate alle persone giuste e li hanno seguiti senza fare domande.

Questo, in fondo, è il successo.
Realizzare lo stile di vita che desideri, che senti ti fa stare bene, nei tempi, con le risorse e le energie corrette per te e per i tuoi fini, in modo che siano sostenibili e non lesivi della tua espressione e del tuo ecosistema di vita.

Un esempio al contrario di quello che ho detto: se fai successo, ma sacrifichi la famiglia, quella non è crescita perché hai distrutto un’area della tua vita per migliorarne un’altra.
Se invece fai successo nel lavoro e mantieni le altre aree intatte, quella è una crescita sostenibile e funzionale alla tua espressione.

La soluzione: MIC Starter Pack

Se sei arrivata fin qua, hai capito dove voglio andare a parare.
Da soli è molto difficile avere completa conoscenza di tutti gli elementi che ci garantiscono il percorso migliore.

Non abbiamo piena chiarezza di noi, delle mete che ci garantiscono la pienezza e di come affrontare il viaggio.
Basta che anche solo uno di questi elementi sia carente per farci incontrare difficoltà e prendere strade che non portano da nessuna parte, un po’ come Don Chiscotte contro i mulini a vento.

Cosa significa in termini pratici?
Che procediamo nella vita più lentamente di come potremmo o agiamo con meno efficacia o anche con più dolore di quello che è sostenibile.

Quindi per procedere verso la realizzazione della tua vita hai due strade:

  • Andare incontro ai mulini a vento. Comunque si procede. Ma puoi permetterti tutto il tempo e le risorse necessarie per andare a tentoni?
  • Acquisire nuove conoscenze e competenze, avere una maggiore chiarezza di te, delle direzioni da prendere e del tuo procedere, creando il tuo personale ecosistema di vita® che ti sosterrà nel tenere di fronte alle sfide della vita e ai tuoi limiti personali.

Se scegli il primo modo hai tutta la mia stima e i miei sinceri auguri. Ma non potremo aiutarti.

Se invece scegli il secondo, allora ISCRIVITI al weekend di studio “MIC Starter Pack” il metodo pratico da applicare subito per migliorare la tua vita.

Chiama il 347 9277309 per conoscere la spettacolare offerta (che scade il 10 aprile o al raggiungimento di 10 partecipanti!) oppure visita la pagina MIC STARTER PACK: il metodo pratico da applicare subito per cambiare la tua vita.

Ci vediamo presto

Davide e Matteo


PS: Ma cosa è questo MIC Starter Pack?
Ecco un breve video in cui potrai capire di cosa si tratta e se è esattamente quello che fa per te!

 

 

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By | 2017-09-09T16:15:22+00:00 settembre 6th, 2017|MIC|0 Comments

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